di
Federico Berni
Zakaria Ben Haddi, 21enne nato in Italia da genitori marocchini e residente a Vimercate, autore di frasi contro «i cristiani» e «l’occidente». La replica: «Solo post divulgativi». La procura di Milano avvia altre perquisizioni
Frasi e considerazioni di aperto sostegno ed esaltazione per gli attentati terroristici di matrice islamica contro «i cristiani» e «l’occidente», con chiari riferimenti ai fatti di Modena, del 15 maggio, quando il 31enne Salim El Koudri, cittadino italiano di origini nordafricane, ha investito sette persone nella città emiliana, rimediano l’accusa strage e lesioni. Se per quest’ultimo, però, non è contestata al momento l’aggravante della finalità terroristica, la procura di Milano (pm Alessandro Gobbis e del procuratore Marcello Viola) contesta presunti reati di terrorismo internazionale a Zakaria Ben Haddi, 21enne nato in Italia da genitori marocchini e residente a Vimercate, in provincia di Monza, autore sui social di vari post che, secondo gli inquitrenti, facevano pensare alla preparazione di una imminente azione eclatante, alla quale sarebbe seguita una possibile fuga, visto che in suo possesso risultava un biglietto aereo prenotato il 9 giugno per il Marocco.
Secondo il pm, ci sono «gravi indizi di colpevolezza a carico dell’indagato sulla base delle indagini della Digos-sezione antiterrorismo dalle quali è emerso che sui profili instagram e tiktok, Zakaria Ben Haddi «all’esito di una pericolosa accelerazione della propria spirale di radicalizzazione ideologico-religiosa ha palesato la propria disponibilità al martirio pubblicando post e commenti che facevano ritenere la concreta intenzione a una reale attivazione violenta».
Nei confronti del ragazzo residente in Brianza è stato disposto un provvedimento di fermo. Nell’ambito della stessa inchiesta, inoltre, sono state effettuate «numerose perquisizioni nei confronti di diversi altri sodali, tutti responsabili di propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale e religiosa, fondati anche sulla minimizzazione della Shoah e sull’apologia di genocidio del popolo ebraico». Davanti al gip Rossana Mongiardo – che deciderà entro martedì sulla convalida del fermo – il giovane, assistito dall’avvocato Paola Morelli, si e’ difeso sostenendo che i contenuti condivisi fossero a solo scopo divulgativo e che non avesse alcuna intenzione di fare attentati. Per quanto riguarda il riferimento a Modena, ha affermato di sapere che non è stato un attentato terroristico, ma ha comunque pubblicato il video dell’auto che travolge i passanti. Sul biglietto per il Marocco, infine, ha dichiarato che andava a sostenere un esame
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1 giugno 2026
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