Conor Mulvanerton, un ragazzo di 24 anni originiario del New Jersey, ha raccontato ai microfoni di People  la sua incredibile esperienza con il linfoma di Hodgkinm un raro tipo di cancro che attacca il sistema immunitario e si manifesta con l’ingrossamento dei linfonodi di collo, ascelle e torace.



La stanchezza e la sudorazione estrema

I primi segnali d’allarme sono arrivati nel 2024 quando, come racconta lo stesso Conor, inizia a sentirsi sempre più spossato e stanco fisicamento: «Lavoravo come barista da Starbucks al mattino e mi alzavo alle 3:50. Passavo tutto il turno a bere tantissima caffeina, ma in qualche modo riuscivo sempre a tornare a casa e ad addormentarmi». Pochi mesi dopo, durante il periodo estivo racconta che i sintomi iniziano ad aumentare sfociando anche nell’aumento della sudorazione in particolar modo durante la notte: «Ho cercato di razionalizzare la cosa pensando che fosse estate e che i miei genitori stessero cercando di risparmiare tenendo la temperatura di casa a 24 gradi – sostiene il ragazzo – una volta, a cena, ho persino chiesto loro se potessero abbassare la temperatura, ma nessuno in famiglia ha dato peso alle mie sudorazioni notturne».



La diagnosi

Durante il mese di luglio, sempre del 2024, Mulvanerton è riuscito a ottenere il suo primo incarico nel mondo della pubblicità presso una rivista: «Ero entusiasta di aver finalmente trovato il mio primo lavoro nel settore pubblicitario, presso una rivista al di fuori dell’università» ma poco dopo ha iniziato a soffrire di disturbi sempre più rari e difficili da gestire. In seguito ad alcune visite e analisi è arrivata la diagnosi di Linfomi di Hodgkinm di stadio II: «Prima di ricevere la diagnosi non sapevo nemmeno cosa fossero i linfonodi».


Il dottore che lo ha sottoposto alle analisi però gli ha trasmesso tranquillità dicendogli «che se proprio doveva ammalarsi, questo era il cancro ‘migliore’ che potesse avere». La terapia ha inizio subito dopo, i primi quattro cicli di chemioterapia sembravano incoraggianti e proiettavano la mente di Conor già a organizzare programmi futuri. Purtroppo però, il suo percorso era tutto tranne che concluso.



Le difficoltà delle cure

Il cancro, anche se di una tipologia gestibile sotto il punto di vista medico, rimane comunque un grande scoglio per la vita quotidiana non solo per i suoi sintomi ma per le ricadute fisiche dovute dalle cure a cui ci si sottopone. Dopo i dodici cicli di chemioterapia infatti, il giovane percepisce tutti le conseguenze di questa cura molto invasiva, come spossatezza e debolezza estrema. Anche se l’azienda che l’aveva assunto gli aveva permesso di lavorare da casa fino alla fine della terapia, dovette comunque rinunciare al posto a tempo pieno a causa delle sue condizioni fisiche. Durante questo periodo Conor decise di trasferire le sue cure al Memorial Sloan Kettering di New York dove si è sottoposto sia ad altri cicli di chemioterapia che al trapianto di cellule staminali nel settembre del 2025.



Il sosteno dei familiari e i miglioramenti

«Tutte le persone nella mia vita mi hanno dato un supporto incredibile, non posso sottolinearlo abbastanza» sostiene Mulvanerton. Le persone a lui più care non sono mai tirati indietro nel sostenerlo e anzi, prima del trapianto, hanno raccolto una grande quantità di lettere scritte a mano ripecorrendo ogni momento della sua vita per poi consegnarlo al ragazzo: «Ricevere questo pacco pieno di lettere da tutti i miei amici e familiari ha davvero aiutato la mia salute mentale in vista del trapianto».

La salute psicologica è un fattore fondamentale in queste situazioni e, questo ruolo, l’ha giocato anche e sopratutto la musica; Il ragazzo, amante dei Tame Impala e di Lorde, ha dichiarato infatti: «L’idea che, una volta entrato in remissione, sarei potuto tornare ai concerti è stata una delle principali motivazioni che mi hanno spinto ad andare avanti durante le cure».


Durante la Pet (Tomografia a Emissione di Positroni) post intervento, nel dicembre 2025, non sono stati riscontrati segni di cancro e, da quel momento, sono iniziati i primi miglioramenti.

Mulvanerton ha cominciato a dedicarsi all’attività fisica, ha migliorato la sua alimentazione e ha limitato il consumo di alcool e di caffeina. Ripensando a questi due anni passati tra visite, terapie e interventi il ragazzo ha provato a ripercorreli in poche parole nonostante la complessità degli avvenimenti: «Dal momento in cui mi è stata diagnosticata la malattia alla fine del 2024 fino ad ora, primavera del 2026, è passato un attimo e il mondo intero ha iniziato a correre, la mia prospettiva sulla salute è cambiata grazie alla determinazione nel rimanere in vita».

Il ragazzo è in attesa di una seconda Pet in programma per giugno 2026 però, visti gli enormi progressi sia fisici che mentali, si è detto «speranzoso e ottimista per il futuro», sostenendo di voler «sopravvivere il più a lungo possibile».




Ultimo aggiornamento: lunedì 1 giugno 2026, 17:37





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