L’intervento di Arthur Gregg Sulzberger davanti al congresso mondiale dei media Wan-Ifra di Marsiglia: «Siamo stati troppo silenziosi, passivi e frammentati»

Le aziende di intelligenza artificiale «stanno rubando spudoratamente la proprietà intellettuale» dei mezzi di informazione. E questo porterà a un mondo con «ancora meno giornalisti».

A dirlo, durante un discorso al congresso mondiale dei media Wan-Ifra al Palais du Pharo di Marsiglia, è stato il presidente del New York Times, Arthur Gregg Sulzberger.



















































«Il nostro settore si è mostrato troppo silenzioso, troppo passivo e troppo frammentato di fronte agli abusi commessi dalle aziende che stanno guidando la rivoluzione dell’intelligenza artificiale», ha detto.

Quello dell’editore del New York Times – che ha intentato una causa legale contro OpenAI, l’azienda ideatrice di ChatGpt – è stato un vero e proprio atto d’accusa contro le piattaforme di intelligenza artificiale, che hanno un «controllo sproporzionato sui nostri dati e sulla nostra attenzione» ma «vengono meno a una responsabilità fondamentale che deriva da questo potere: garantire al pubblico l’accesso a informazioni e notizie affidabili».

Secondo Sulzberger, il «peccato originale» dei prodotti basati sull’Intelligenza artificiale è «un furto di proprietà intellettuale senza scrupoli che sta avvenendo su una scala senza precedenti». «I giganti della tecnologia saccheggiano i siti d’informazione senza autorizzazione né compensazione. Si appropriano di questi contenuti rubati come se ne fossero gli autori, dirottando così il pubblico e i ricavi. Il risultato è che ci stiamo avviando verso un futuro in cui ci saranno sempre meno giornalisti per svolgere il lavoro costoso e difficile che il giornalismo d’inchiesta rappresenta».

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1 giugno 2026 ( modifica il 1 giugno 2026 | 18:36)