di
Monica Guerzoni

Il Presidente della Repubblica ai diplomatici: «L’aggressione russa all’Ucraina acceleratore della tendenza regressiva dell’ordine internazionale»

L’esercito di Israele sta colpendo la popolazione del Libano «brutalmente e in modo indebito». La guerra che Trump e Nethanyahu hanno scatenato in Iran rischia di «irradiarsi a tutta la regione». Bombe, distruzione, morte, fame. Un «caos tristemente evidente», che conferma come «le cattive pratiche raccolgono velocemente seguaci». Ad aver iniziato il macabro ballo è stato Putin con «l’ingiustificabile aggressione all’Ucraina», che ha accelerato la «tendenza regressiva dell’ordine internazionale».

Sergio Mattarella è preoccupato, le sue parole ai diplomatici riuniti sotto gli affreschi del Quirinale sono durissime, ma nel discorso del presidente prima del concerto dell’orchestra del Teatro dell’Opera di Roma diretta da Michele Mariotti c’è anche tanta speranza: «In questa importante ricorrenza constatiamo che la promessa per il futuro, rappresentata dalla scelta repubblicana, è stata realizzata».



















































«L’autentica svolta democratica» del 2 Giugno 1946, quando le donne votarono per la prima volta e l’Italia scelse la Repubblica, è (e deve continuare a essere) la nostra bussola. Pace, libertà, democrazia e giustizia sociale: per Mattarella i punti cardinali restano quelli sanciti dalla Costituzione, ancor più oggi davanti ai conflitti che insanguinano il mondo e mettono a rischio l’Europa.

L’Italia dopo il secondo conflitto partecipò alla costruzione del nuovo ordine multilaterale e il capo dello Stato scolpisce i principi della nostra Carta fondamentale: il ripudio della guerra per regolare vertenze internazionali (art.11), «irreversibile cambio di prospettiva rispetto al fascismo» e la scelta di aderire all’Alleanza Atlantica e alle Nazioni Unite. Da allora la Repubblica italiana vive «saldamente ancorata» ai valori di pace, indipendenza dei popoli, dignità e diritti della persona, cooperazione internazionale: «Principi che oggi vediamo gravemente aggrediti».

Il quadro per la legalità internazionale è indubbiamente «desolante», ma rassegnarsi in nome di un malinteso e «moralmente deprecabile> realismo sarebbe «un grave errore di valutazione». La via che Mattarella indica è quella della diplomazia. Cercare soluzioni condivise che portino alla pace, opporsi alla logica dello scontro: «Alimentare giacimenti di rancore, di odio, spinge infatti soltanto sulla strada della guerra e dei conflitti perpetui»


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1 giugno 2026