di
Guido De Franceschi
Trump ha chiesto aiuto a Xi per fermare il conflitto. Il leader di Kiev vuole al tavolo Germania, Francia e Regno Unito
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si sente in una posizione di forza: L’Ucraina contiene le forze russe sul terreno e si dimostra efficace nel colpire in profondità con i droni in territorio nemico. La Cnn ha raccontato che Kiev utilizza Prisma, un software di Palantir che, grazie all’AI, consente di controllare in simultanea centinaia di droni. Nel frattempo, secondo indiscrezioni raccolte da Bloomberg, alti funzionari del ministero delle Finanze russo hanno invece avvertito il Cremlino che le spese per la guerra sono insostenibili. Nel mese di maggio la pioggia di droni russi sull’Ucraina è stata intensissima: l’Afp calcola che ne siano stati lanciati 8.150 (+24% rispetto ad aprile) a cui vanno aggiunti 211 missili.
Ieri, Zelensky ha postato su X un lungo messaggio in cui ha fatto il punto della situazione e ha scritto: «Le posizioni ucraine sono solide e questo (…) sosterrà sicuramente tutte le iniziative diplomatiche». Iniziative diplomatiche a cui aveva fatto allusione anche due giorni fa in un’intervista al programma «Face the Nation» della Cbs: «Penso che dobbiamo trovare una via diplomatica prima del prossimo inverno», aveva detto Zelensky che, oltre a dirsi disponibile a incontrare il presidente russo Vladimir Putin («Quando anche lui si sentirà pronto»), aveva sottolineato l’importanza di una presenza europea al tavolo, citando esplicitamente il cosiddetto «formato E3» e cioè il terzetto formato da Germania, Francia e Regno Unito, una soluzione che probabilmente non garberebbe ad altri Paesi, Italia compresa. Ma Zelensky ha detto che comunque è l’Europa a dover decidere. Europa (intesa in questo caso come Ue) che ieri si è espressa per bocca del suo commissario alla Difesa, il lituano Andrius Kubilius, il quale ha detto che «l’Ucraina ha la migliore forza militare d’Europa, se non del mondo» e che «se l’adesione alla Nato non è ancora concordata e l’adesione all’Ue richiederà forse un periodo di tempo più lungo, i Parlamenti nazionali dovrebbero spingere per l’adesione di Kiev a una futura Unione europea della difesa». Una soluzione simile a quella prospettata dal ministro della Difesa italiano, Guido Crosetto, intervistato domenica dal Corriere.
L’azione diplomatica appare più incerta Oltreoceano dove l’amministrazione Trump non sembra avere le idee chiare su come procedere. Ieri il South China Morning Post ha raccontato che durante il suo recente summit con Xi Jinping Trump ha chiesto insistentemente al presidente cinese di utilizzare la sua influenza su Putin per porre fine al conflitto con Kiev. Finora Trump, che a suo tempo si vantò di poter fermare le ostilità in 24 ore, si è affidato ai suoi soliti due inviati — l’amico Steve Witkoff e il genero Jared Kushner — per tenere i rapporti con Kiev e con Mosca, città, quest’ultima, in cui gli Stati Uniti non hanno un ambasciatore da quasi un anno. Ma, mentre Zelensky si è lamentato che i due non sono mai stati a Kiev (dove sono attesi a breve), secondo il New York Times al Cremlino sarebbero invece stufi delle episodiche visite della coppia e preferirebbero un processo diplomatico continuativo con gruppi di lavoro e incontri regolari. La diplomazia, insomma, pare inceppata. Ma tutti sembrano parlare della necessità di una soluzione diplomatica.
1 giugno 2026 ( modifica il 1 giugno 2026 | 22:51)
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