Per me la repubblica non è soltanto la corsa sfrenata di cavalli imbizzarriti che cercano di mettersi in salvo da bipedi meno intelligenti di loro, cui tuttavia sono stati affidati ruoli di rilievo per le celebrazioni del 2 giugno. Per me la repubblica è un equivoco fondato sul paralogismo per cui, siccome la dittatura si è verificata sotto la monarchia, allora repubblica significa sempre e in automatico democrazia e libertà. Per me la repubblica è il rischio enorme che al Quirinale possa pur sempre finire, anziché una degnissima persona come in questo caso, qualche discutibile politicante attento solo ai propri interessi. Per me la repubblica è il rischio uguale e contrario che il Quirinale possa pur sempre non avere abbastanza potere per intervenire a contenere la tracotante dissennatezza di governanti inadeguati o malvagi. Per me la repubblica è l’incapacità della classe politica, per ben due volte di fila, di trovare un sostituto al presidente uscente. Per me la repubblica è l’instabilità dovuta al non sapere, a ogni elezione, con che sistema si voterà alle elezioni successive. Per me la repubblica è la democrazia bloccata, il terrorismo bicolore, il debito pubblico esorbitante, la corruzione diffusa, il bipolarismo sterile, le coalizioni trasformiste, il populismo trasversale.