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Raddoppia e non lascia. C’è chi sfila con la Champions League per la seconda volta di seguito come il Paris Saint-Germain e c’è invece un Napoli che il sogno dei due titoli nazionali di fila l’ha realizzato, pur non giocando con la palla tonda ma con quella ovale e in squadra ha diversi elementi che hanno superato la cinquantina. È l’Amatori Napoli Touch, costola dell’Amatori Napoli Rugby. E allora scatta la grande festa tricolore a Bagnoli e non solo per il secondo scudetto consecutivo messo in bacheca da capitan Marco Farina e compagni.
APPROFONDIMENTI
Benedetto “touch”. Si tratta della formula più inclusiva del rugby, senza placcaggi ma con la stessa carica di agonismo e voglia di fare gruppo. Originalità al potere. L’acronimo del nome è ANT, parola che inglese sta per formica, l’animale simbolo del gioco di squadra, che non a caso campeggia anche nel logo dei neo (anzi, pluri) Campioni d’Italia.
Impresa partenopea. Al Villaggio del Rugby di Parma gli ANT hanno di fatto bissato il successo del 2025 nel trofeo nazionale di touch: si sono imposti nella categoria senza limiti di età, ma quest’anno l’evento prevedeva una formula mista a 12 squadre che ha portato i partenopei ad affrontare anche formazioni della classe seniores (under 48). E anche grazie al successo sui più giovani del Seprio di Varese nella fase a gironi, gli ANT si sono guadagnati con pieno merito l’accesso alla finale della classe amatori contro l’Us Roma.
Gloria ovale. Nello stadio Lanfranchi, uno dei templi del rugby italiano, i partenopei hanno sconfitto i capitolini per 4-0. Nella categoria seniores, invece, ha prevalso Pesaro. «Vincere in un contesto del genere è stato il coronamento di un sogno, reso ancora più speciale dal fatto che il nostro gruppo vanta un’età media di 45-48 anni e nessuna formazione agonistica precedente», riferisce fiero il leader del gruppo, classe 1978.
Bis eccezionale. «Sono profondamente orgoglioso del percorso compiuto dagli ANT, in pochi anni siamo riusciti a consolidarci come una realtà solida nel panorama del touch rugby italiano, diventando al contempo un punto di riferimento vitale all’interno del nostro club, l’Amatori Napoli Rugby», tiene a precisare Farina. «Questo successo appartiene a tutti i miei compagni e alle persone speciali che mi affiancano nella gestione di questa realtà, sacrificando con generosità il proprio tempo privato per il bene del gruppo», ammette.
Napoli capitale europea dello sport 2026 è anche questo. «Dopo tale prestigioso traguardo, non vedo l’ora di ripartire con una nuova stagione densa di allenamenti: abbiamo in mente tanti eventi e open day per far appassionare altri al nostro meraviglioso sport: il touch rugby è uno sport per tutti, in grande crescita, e chi vuole provarlo può unirsi a noi il lunedì e il giovedì sera al Villaggio del Rugby del Parco San Laise di Bagnoli, la casa degli ANT», conclude capitan Marco Farina.
Artefici del trionfo tricolore bis Gianmarco Agnetti, Chris Baker, Andrea Carannante, Luca Chirivino, Pierluigi D’Acunto, Giorgio D’Angelo, Giuliano Di Benedetto, Luigi Esposito, Francesco Maria Fusco, Andrea Giannini, Alessio Greco, Roberto Ilardo, Paolo Luongo, Luca Matteucci, Fabrizio Napoli, Luca Picardi, Cristian Promentino, Emiliano Sorice, capitanati sul rettangolo verde da Marco Farina.