Guastalla (Reggio Emilia), 1 giugno 2026 – E’ forte la solidarietà che sta arrivando da tanti cittadini alla studentessa di 12 anni, di Guastalla, che nei giorni scorsi – come anticipato dal Carlino – è stata aggredita per ben due pomeriggi di seguito, da due coetanee che la accusano di aver “sparlato” di loro. Lei nega queste accuse e per questo è stata aggredita con violenza, riportando traumi che in pronto soccorso sono stati giudicati guaribili in 15 giorni. E’ partita una querela e ora la vicenda è anche in mano agli avvocati della famiglia della parte lesa.
La ragazza ferita è finita al pronto soccorso: 15 giorni di prognosi per un colpo di frusta, ecchimosi e frattura allo sterno. Nelle ultime ore il video dell’aggressione ha fatto il giro del web provocando sdegno. Non è la prima volta, purtroppo, che accadono fatti simili, ma lo stupore resta: in questo caso fra le altre cose colpisce l’età dei protagonisti e il numero delle persone che filmavano la scena.
Tra i messaggi di solidarietà alla ragazzina anche quello dell’amministrazione comunale di Guastalla con sindaco Paolo Dallasta e vice Chiara Lanzoni a condannare l’accaduto: “Un episodio doloroso e sconcertante. Ciò che lascia profondamente sgomenti è anche lo scenario in cui si è consumata l’aggressione, ovvero l’atteggiamento del gruppo: intorno alle ragazzine c’erano molti amici e coetanei che, anziché intervenire per separarle o chiedere aiuto, incitavano alla violenza e riprendevano la scena con i cellulari. Ci troviamo di fronte ad un campanello d’allarme, dal punto di vista delle relazioni sociali, che non possiamo e non vogliamo ignorare”.

Un frame dell’aggressione
Ma l’impressione è che i progetti messi in campo dalle istituzioni locali contro bullismo e violenza giovanile servano a ben poco. E anche la politica se n’è accorta. Come dimostra il recente intervento della lista consiliare “Uniti per Correggio”, gruppo di maggioranza a Correggio, che coi suoi consiglieri ha chiesto alla pubblica amministrazione locale di adottare provvedimenti ben più decisi per far fronte al problema, “con un maggiore coordinamento tra istituzioni, forze dell’ordine, scuole, servizi sociali, mondo economico”.