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È il 3 febbraio del 2015. Un giorno speciale. È infatti il giorno dell’insediamento del Presidente della Repubblica Italiana. La tensione e il rigore, sul piazzale interno del Palazzo del Quirinale, sono palpabili. D’altro canto, l’insediamento del nuovo Presidente di un Paese, non è qualcosa che capita tutti i giorni. L’auto presidenziale entra dal portone. Qualche secondo ancora ed ecco scendere il nuovo, illustre inquilino, Sergio Mattarella.


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Ad accoglierlo, oltre alle massime istituzioni, anche e soprattutto rappresentanti dell’Arma dei Carabinieri. Tra questi ultimi, poi, un personaggio del tutto singolare che però, con i Carabinieri, se si eccettua la statura, dimostra una certa familiarità. Ha solo un problema, scodinzola. Sì perché, Briciola è un cane. Discolo, nel momento della resa degli onori, si fa avanti e, cogliendo tutti di sorpresa, si inventa una capriola da tappeto rosso. Gesto che, da quelle parti, tutti, Presidente compreso, ricordano con tenerezza.

L’ultima parata per Briciola: la mascotte dell’Arma va in pensione

Ecco, in fondo, Briciola la cagnolina, è tutta qui.

In quella capriola inaspettata, vibrante e sbarazzina, piena di vitalità capace di sfidare rigore e formalità. In quel periodo, infatti, la cucciolona, aveva meno di due anni e la voglia di strafare, racconta chi le è stato vicino, le si leggeva in quegli occhi birichini, intelligenti. Era nata il 5 giugno del 2013. Strano a dirsi, per chissà quale strana combinazione del destino, il medesimo giorno della fondazione dell’Arma dei Carabinieri ai quali era stata regalata da una famiglia che frequentava l’ippoterapia presso la caserma Salvo D’acquisto di Roma. A quel punto, dopo il necessario addestramento, Briciola era divenuta ufficialmente parte del 4° Reggimento Carabinieri a cavallo. Onore che le toccò nel marzo del 2014. Da quel momento in poi, la carriera militare di Briciola, splendida meticcia alta quanto un soldo di cacio o poco più, avrebbe fatto passi da gigante.

A cominciare dal debutto in qualità di cane mascotte dell’Arma, alla Cerimonia del Bicentenario di Fondazione dei Carabinieri, il 5 giugno del 2014, giorno, tra l’altro, anche del suo compleanno. Debutto, come successivamente ricordato dalle cronache, che avrebbe visto la nuova mascotte, osservata dalla anziana e ormai ex, Lady e assunto toni di ulteriore massima ufficialità. Visto che la prossima cerimonia del genere, è prevista tra poco meno di un secolo. In ogni caso, in occasione di eventi, una mascotte che si rispetti, è tenuta ad osservare anche un certo stile. A cominciare dalla mantella, chiamata in gergo “piccola gualdrappa” cucita su misura per lei. Così come al comportamento da tenere con i cavalloni delle scuderie. Piccola com’è, sulle prime si era temuto per lei, “Chissà come reagirà”. E invece, tempo qualche settimana e tutti i quattrozampe della caserma, si sarebbero trovati a proprio agio. Con Briciola, come suo solito, pronta a scalpitare come e più dei suoi nuovi e altissimi compagni.

Qualità, anche questa, fuori dal comune che l’avevano fatta preferire ad altri candidati e che l’avrebbero portata sino ad oggi. “La sua è una vita da caserma, hanno spiegato alcuni suoi colleghi umani, tale e quale alla nostra, a cominciare dalla cerimonia dell’alzabandiera, con le dovute eccezioni, è chiaro”. Tutto, almeno fino a stamattina quando, anche per lei, sarà l’ultima partecipazione ufficiale alla parata che festeggia la Repubblica. Si svolgerà come sempre. Indossata la mantella e con i nuovi gradi di vice brigadiere, accompagnerà i suoi commilitoni lungo la Via dei Fori Imperiali. Il suo compito? Festeggiare la Repubblica e salutare quello che per lei è certamente un volto noto, il Presidente Mattarella. E chissà se stavolta, contrariamente al loro primo incontro, non ci scappi anche una lacrimuccia. Certamente un modo per raccontare quanto, alla fine, di fronte alla lealtà, le differenze possono svanire. Come quella mantellina che, presto o tardi, Briciola, già promessa ad un suo compagno umano, smetterà per sempre. La tradizione del cane mascotte, nell’Arma è nata sul finire degli anni settanta. Indimenticabile, tra le altre, Trombetta. Anche lei, come da tradizione, meticcia, pare fosse stata donata da uno scugnizzo che lavorava nelle scuderie dell’Ippodromo di Agnano, nel napoletano. A ricevere Trombetta, l’allora Maresciallo Maggiore Domenico di Martino. “Tenete, gli disse il ragazzo, vi porterà fortuna”.


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