di
Fabio Paravisi

Le prime ipotesi sul Cessna biposto precipitato tra le case durante un’uscita con la scuola di volo di Enac. Lo strazio della mamma e il dolore degli amici piloti. Prese le telecamere di una ditta per ricostruire la dinamica

Dopo il fragore dello schianto dell’aereo, le grida di dolore del ferito e il silenzio sbigottito di chi arrivava, dopo tutto questo, a far stringere ancora più il cuore di chi assisteva alla scena della tragedia aerea di lunedì 1 giugno a Valbrembo, è arrivato il grido straziante di una madre che si è inginocchiata davanti al rottame di un aereo nel quale fino a poche ore prima il figlio volava libero nel cielo, e che ha terminato la sua vita infilandosi in una strada a fondo chiuso.  La tragedia in cui ha perso la vita Daniel Taino, 26 anni, cremonese di Pianengo, è avvenuta poco dopo le 16. A quell’ora la pista dell’aeroclub viene utilizzata dai velivoli di Cantor Air, la scuola di volo di Enac che ha la propria sede nei pressi dell’aeroporto: si comincia a 16 anni e si prosegue fino a diventare piloti di linea. Sul sedile di destra del 152 Cessna da 140 cavalli e del peso sopra i 550 chili c’era Daniel Taino, istruttore, mentre il suo allievo di 19 anni, milanese di origine egiziana, era su quello a sinistra, questo perché le virate vengono sempre eseguite a sinistra. A Valbrembo decolli e atterraggi vengono eseguiti verso nord o sud a seconda degli orari o del vento, che dev’essere sempre sul muso.

Il decollo, un altro istruttore: «Ero appena atterrato»

Il Cessna decolla alle 15.06, punta su Lecco e costeggia la sponda orientale del lago di Como, quindi inizia il rientro sorvolando la Valsassina e Calolzio. I controllori rilevano diverse variazioni di altitudine, rotta e velocità. «Il loro mezzo veniva dopo il mio, sono stato io a dargli il via libera dopo essere atterrato», racconta Lorenzo, 25 anni, di Sorisole, istruttore, seduto alla base di una ringhiera con la testa fra le mani. Questo è un dramma di ventenni che si aggirano attorno al rottame in tute da top gun e occhi smarriti. «Sono andato in sede per il debriefing convinto che fosse atterrato — continua —. Quando mi hanno detto che era caduto un aereo non pensavo che potessero essere loro».



















































Il touch and go

Il Cessna fa un touch and go, una procedura di emergenza in cui si tocca la pista e si riparte, e che qui viene insegnata agli allievi. L’aereo si rialza in direzione sud, sorvolando il Brembo come da protocollo. Poco dopo iniziano i problemi. Si ipotizza che sia avvenuta una piantata al motore, forse per un guasto o un altro tipo di problema. Era successo anche un mese fa a un altro aereo, che aveva virato a sinistra cercando di tornare sulla pista. Non c’era arrivato ma si era fermato nel fango del prato a fianco: c’erano volute due settimane per riportarlo all’hangar. Ma stavolta il Cessna perde troppa quota durante la virata. Viaggia verso la pista a 130 nodi (240 chilometri orari), chi pilota cerca di evitare le case e scende su via San Giovanni Bosco. Ma è troppo basso, non riuscirebbe nemmeno a evitare le case in fondo. L’ala destra colpisce i cavi di media tensione a 430 volt di un palo di calcestruzzo e si stacca. L’ala sinistra tocca un cavo sul lato opposto della strada, e ormai non c’è più niente che si possa fare.

Lo schianto

«Stavo lavorando nell’orto — dice un testimone che era nel giardino di una casa di via San Giovanni Bosco — quando ho sentito un rumore molto forte, ho visto l’aereo che toccava un cavo e poi cadeva di piatto sulla mia auto e poi sulla strada». In via Marconi un giardiniere che pota una siepe capisce subito cos’è successo e chiama il 112. Nel frattempo arriva un abitante di via Cornelle, dove rotola un pezzo di rottame: «Ho sentito il botto. Credevo che si fossero scontrate due auto e sono corso a vedere. Ho trovato l’aereo distrutto, all’interno c’era quel ragazzo che gridava. Ma non sono riuscito ad aprire li portellone, era tutto deformato. Ho cercato di fare leva sulla coda ma non c’è stato niente da fare». In pochi minuti arrivano le ambulanze e i vigili del fuoco, poi i carabinieri e più tardi un investigatore dell’Agenzia per la sicurezza del volo. L’allievo viene portato al Papa Giovanni in gravissime condizioni. L’istruttore è morto sul colpo.

La vittima

Un ragazzo educato, rispettoso, che ha dedicato la propria vita alla passione per l’aeronautica: così viene descritto Daniel Taino, che già nel 2018 aveva ricevuto una borsa di studio dal Comune di Pianengo. È lì che viveva con il padre Carlo e la madre Debora Mazzini, e con i fratelli minori Nicholas ed Eric. Il padre era in zona, arriva pochi minuti dopo, mentre i carabinieri effettuano i rilievi si aggira con testa fra le mani mormorando «perché?». Solo più tardi, quando la vittima è già stata spostata al Papa Giovanni per l’autopsia, arriverà la madre accasciandosi per un dolore impossibile da sopportare. Un’altra ambulanza arriva alla sede di Cantor Air, un ventisettenne si è sentito male e viene portato a Ponte San Pietro.
Carlo Taino ha un’azienda elettrica dove Daniel ha appreso i rudimenti per realizzare una propria realtà imprenditoriale dedicata ai droni, la «16 Aerials», utilizzati dalle aziende della zona per rilevazioni e riprese aeree. L’impegno della mamma in oratorio e quello del papà come sostenitore della locale società ciclistica, il Team Serio Bike, hanno fatto dei Taino una famiglia ben voluta in paese: «Sono molto scosso — confessa il sindaco di Pianengo, Roberto Barbaglio —. Con Daniel ci si vedeva per strada, non abitava distante da casa mia: ci si conosce tutti, certo, ma lui stava sulle sue perché aveva sempre rispetto del ruolo e cortesia nel salutarmi, ogni volta che ci si incontrava. Dopo le elementari è uscito dal paese per proseguire gli studi. Ha sacrificato molto tempo alla sua passione».

Il sequestro

Alle 19 la tragedia è compiuta. . I carabinieri prelevano le telecamere di una ditta vicina nella speranza che abbia ripreso qualcosa. Ciò che resta del Cessna è sotto sequestro dov’è per completare i rilievi. Il sindaco Veniero Arrigoni e la vicesindaca Maria Adele Cattaneo piazzano le transenne, i carabinieri presidieranno la via per tutta la notte. I tecnici di E-distribuzione arrivano da Seriate per cambiare i trenta metri di cavo cui l’ala dell’aereo ha strappato la guaina e un secondo cavo; l’elettricità c’è comunque. L’istruttore di Sorisole fatica a sollevare lo sguardo: «È un lavoro che ha tanti rischi. Un mezzo di linea ha tanti motori, con questo se ti si pianta il motore puoi solo planare. Io e Daniel abbiamo fatto tutti gli studi insieme, aveva una passione per il volo che lo mangiava. Se dovessi scegliere come morire, vorrei che succedesse mentre faccio una cosa che amo».


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2 giugno 2026 ( modifica il 2 giugno 2026 | 09:18)