Una mostra organizzata dall’Heritage Hub Stellantis nell’ex Officina 81 di Mirafiori celebra il compleanno della vettura che ha lasciato il segno in tutte le sue declinazioni
Dal 19 maggio al 30 giugno la 600 Multipla è protagonista di una mostra a Torino
Ci sono automobili che accompagnano un’epoca e altre che la anticipano. La Fiat 600 Multipla appartiene alla seconda categoria: una vettura nata quando l’Italia stava ancora imparando a muoversi in massa, ma già capace di immaginare il futuro della mobilità familiare, del lavoro e persino del tempo libero. Oggi, a settant’anni dalla sua presentazione, quell’intuizione firmata da Dante Giacosa torna protagonista all’Heritage Hub, il grande archivio vivente della memoria automobilistica torinese ospitato nell’ex Officina 81 di Mirafiori. Dal 19 maggio al 30 giugno, la mostra “Monovolume” racconta allo stesso tempo la storia di un modello e quella del nostro Paese.
La rivoluzione dello spazio
Quando venne presentata nel 1956, la Fiat 600 Multipla non assomigliava a nessun’altra auto: pur essendo derivata dalla ben conosciuta 600, architrave della mobilità popolare negli anni del boom, sembrava arrivare dal futuro, con quella rivoluzionaria architettura degli interni. Il posto guida avanzato fino quasi sopra l’asse anteriore, il frontale verticale e tantissimo spazio a bordo: in appena tre metri e mezzo di lunghezza, la Multipla riusciva a offrire sei posti veri oppure una capacità di carico sorprendente e grazie ai sedili ripiegabili poteva diventare un piccolo furgone. La meccanica super affidabile e collaudata faceva il resto, con il quattro cilindri da 633 cm³ e 22 cavalli che garantiva prestazioni dignitose e – abbinato all’avantreno derivato dalla Fiat 1100/103 – garantiva comfort e stabilità superiori alla media. Nel 1960 arrivò la 600 D Multipla con motore da 767 cm³ e 29 cavalli, capace di raggiungere i 105 km/h, rafforzando la versatilità di un concetto – quello di monovolume – che al tempo alla Fiat nemmeno sapevano di aver inventato.

Dalla famiglia al taxi del boom italiano
La forza della Multipla stava infatti nella sua duttilità. Nata come vettura familiare, divenne presto strumento di lavoro, mezzo commerciale e simbolo della nuova Italia in movimento. Dai suoi pianali presero forma furgoni, minibus, pick-up, versioni “spiaggina” e persino ambulanze realizzate da carrozzieri specializzati come Coriasco, ma fu soprattutto la versione Taxi a entrare nell’immaginario collettivo. Con la livrea nero-verde bottiglia, il tassametro integrato in plancia e il pratico vano bagagli accanto al conducente, la Multipla era un presenza abituale nelle grandi città, fuori da stazioni, aeroporti, compatta fuori ma spaziosa dentro, insomma perfetta per un Paese fatto di centri storici stretti e famiglie numerose.

La mostra tra memoria e avventura
L’esposizione all’Heritage Hub ricostruisce questo percorso attraverso tre esemplari simbolici e reperti d’epoca di grande fascino, tra i quali spicca il “master model” in legno di mogano utilizzato in fase produttiva per verificare proporzioni e qualità delle componenti di carrozzeria. C’è anche un raro esemplare dei Carabinieri custodito nella collezione storica Fiat dell’Arma, ma la più sorprendente è la vettura appartenuta a un tassista e successivamente trasformata in auto da grandi spedizioni: dopo il restauro ha affrontato oltre 37 mila chilometri sulle rotte di Marco Polo, due viaggi a Capo Nord e persino la Transiberiana in inverno, da Mosca a Vladivostok, tra neve e ghiaccio.
L’eredità della Multipla degli anni Novanta
La filosofia progettuale della 600 Multipla riemerse con forza anche alla fine degli anni Novanta, quando Fiat presentò una nuova generazione, in piena era monovolume compatte, scatenata dalla Renault Megane Scénic. La configurazione a sei posti su due file da tre sedili la differenziava da tutte le concorrenti e con un abitacolo luminosissimo e spaziosissimo, la Multipla del 1998 seppe mantenere fede all’indole innovativa del modello, confermandosi amatissima da famiglie e tassisti. Sul design anticonvenzionale, con il celebre “gradino” sotto il parabrezza, i pareri furono discordi, ma non c’è dubbio che le regalò una personalità fortissima, irrimediabilmente sfumata in occasione del restyling.

Guardando oggi la mostra dedicata alla Fiat 600 Multipla, si comprende come certe idee non invecchino mai davvero. Cambiano le forme, evolvono le tecnologie, ma resta intatta la forza delle intuizioni autentiche. La Multipla non fu soltanto una delle prime monovolume della storia: fu il manifesto di un modo diverso di pensare l’automobile, progettandolo attorno alla vita delle persone.
2 giugno 2026
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