di
Alessandro Sala
A 13 anni la mascotte del Quarto reggimento a cavallo si appresta ad abbandonare la gualdrappa d’ordinanza
Briciola di nome e briciola anche di fatto quando trotterella accanto ai cavalli dei carabinieri del Quarto reggimento a cavallo, di cui è la mascotte. Piccola stazza, ma grande carisma. E nonostante le piccole dimensioni non passa mai inosservata. Nei momenti che contano lei c’è. Anche oggi, alla parata del 2 giugno. È probabilmente la veterana di questo evento, una presenza fissa e rassicurante, ma anche un segnale che al massimo livello istituzionale riflette la nuova sensibilità del Paese nei confronti degli animali. Sarà però la sua ultima apparizione, perché Briciola ha ormai 13 anni e per lei è arrivato il momento di godersi la meritata pensione.
Protagonista alla Festa della Repubblica, sempre presente agli appuntamenti importanti della nazione. Al giuramento del Presidente della Repubblica lei c’era (e quando a Mattarella toccò per la prima volta, nel 2015, al suo arrivo sul Colle gettò subito uno sguardo incuriosito alla simpatica quattro zampe), ad accogliere i presidenti del Consiglio in visita al Quirinale lei c’è. Un po’ come il gatto Larry che accoglie anche i capi di governo stranieri a Downing Street, dove vive e opera il premier britannico. Ma mentre quel gatto e tutti i suoi predecessori hanno un incarico ben specifico – è infatti il «Chief Mouser to the Cabinet office», il cacciatore ufficiale di topi della residenza del primo ministro, quindi un «lavoratore» a tutti gli effetti -, Briciola non svolge un vero lavoro, anche se marciando al fianco del reggimento aiuta a tenere in riga i cavalli.

Ma il fatto che lei ci sia, è perché i carabinieri hanno scelto di averla con sé. Come tutte le persone che scelgono di condividere la propria vita con un cane. È insomma anch’essa una di famiglia, in un contesto come quello della caserma in cui i commilitoni sono anche un po’ famiglia. È con loro nella vita ordinaria, è con loro nei momenti istituzionali. Come in occasione della parata, quando indossa la sua mantellina d’ordinanza e rende anche lei omaggio alla Repubblica, nei secoli fedele come si conviene a una rappresentante dell’Arma ma anche un po’ ambasciatrice dei diritti degli animali in un Paese che quattro anni fa ha deciso di mettere la loro tutela anche nella Costituzione.
Briciola vive nella caserma di Tor di Quinto, a Roma, dove ha sede il suo corpo militare. È una meticcia ed era stata donata ai carabinieri a cavallo da un bambino che svolgeva attività di ippoterapia. E loro, che tradizionalmente si fanno accompagnare da una mascotte, l’avevano accettata di buon grado. Prima di lei altre quattro cagnoline – Lady, Birba e Trombetta – avevano conquistato gli obiettivi di fotografi e operatori accanto ai militari in alta uniforme. Ma lei ha qualcosa di più, è una vera star. Vivendo in quest’epoca non poteva non essere anche una star dei social, con una pagina Instagram a lei interamente dedicata. In un colloquio con il Corriere, il maresciallo Fabio Tassinari, il suo riferimento umano durante gli eventi, l’ha definita una cagnolina «di gran temperamento, difficile da sostituire».
Il suo arrivo risale al 2014. Era parte di una grande cucciolata e fu subito accolta con affetto dai militari. Venne donata spontaneamente. Tutti i cani che diventano mascotte hanno la caratteristica di essere donati alla Benemerita. Si ritiene sia un aspetto beneaugurante, ma è anche un segnale di quei valori positivi che nella vita di tutti i giorni i carabinieri cercano di portare. L’adozione è uno di questi. Tra l’altro Briciola, come i suoi fratellini, aveva anche un’altra particolarità: risultava nata il 5 giugno, che è il giorno di fondazione dell’Arma dei carabinieri. Un segno del destino. Con i suoi amici in divisa Briciola, al di là dei momenti ufficiali, svolge anche le operazioni quotidiane della routine militare, a partire dall’alzabandiera. Almeno fino ad oggi. Una volta fuori servizio la sveglia non sarà più uno squillo di tromba ma solo una manciata di coccole.

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2 giugno 2026 ( modifica il 2 giugno 2026 | 12:35)
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