Torino, 31 maggio 2026 – Un rarissimo caso di scorbuto è stato diagnosticato a una bambina di 7 anni all’ospedale infantile Regina Margherita di Torino. Ma non si tratta di un caso isolato. Questa malattia che sembrava scomparsa – causata da una grave e prolungata carenza di Vitamina C – è tornata ad essere un’emergenza anche in Italia.
I pediatri della Sip (Società italiana di pediatria) alzano l’allerta: “Crescono i disturbi da diete drastiche suggerite da Chatbot e IA. In aumento anche i casi di scorbuto, una malattia che ritenevamo appartenesse al passato. Frutta e verdura”.
“Alcuni bambini arrivano a eliminare intere categorie alimentari, soprattutto frutta e verdura, fino a sviluppare deficit nutrizionali importanti“, spiega Antonella Diamanti, presidente Sigenp (Società italiana di gastroenterologia, epatologia e nutrizione pediatrica) e responsabile dell’Unità operativa Malattie digestive e riabilitazione nutrizionale dell’ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma. “Tra questi riportiamo una crescente diagnosi di casi di scorbuto da grave carenza di vitamina C, associato a diete estremamente selettive, malattia che ritenevamo appartenesse al passato”.
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Cos’è lo scorbuto
Lo scorbuto è una malattia causata da una grave e prolungata carenza di Vitamina C, causa un’alterazione della sintesi del collagene, proteina fondamentale per l’elasticità e il sostegno di pelle, ossa, cartilagini e vasi sanguigni. Ne conseguono fragilità dei tessuti connettivi, sanguinamenti e dolore osteo-articolare. Può inoltre manifestarsi con astenia (stanchezza persistente e mancanza di energia fisica o mentale”, irritabilità e difficoltà alla deambulazione.
Perché lo scorbuto torna a preoccupare
Il caso della bambina di Torino è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica internazionale New England Journal of Medicine Evidence, gestito al Regina Margherita, in collaborazione con l’Università di Torino.
Oggi la patologia mostra una preoccupante ri-emergenza nei Paesi occidentali, riflettendo nuove fragilità nutrizionali in età pediatrica. La recrudescenza è principalmente legata alla diffusione di severa selettività alimentare. Si tratta di regimi dietetici molto ristretti, spesso poveri o privi di frutta e verdura. Il feno meno è sempre più osservato anche in associazione ai disturbi del neurosviluppo, inclusi i disturbi dello spettro autistico.
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I sintomi: “Dolore persistente o zoppia”
Lo scorbuto era considerato una malattia del passato e il suo riconoscimento può risultare complesso proprio per la scarsa familiarità con la diagnosi. In questi casi, la limitazione alimentare può essere marcata e persistente, con rischio concreto di carenze nutrizionali importanti. “In presenza di dolore persistente o zoppia non spiegata da traumi, è essenziale un’anamnesi accurata – spiega Emanuele Savasta, neospecialista della scuola di specializzazione di Pediatria di Torino –. Le abitudini alimentari devono essere sempre indagate. Nella severa selettività alimentare, lo scorbuto deve entrare nella diagnosi differenziale. Una diagnosi precoce consente di evitare esami inutili e di avviare rapidamente una terapia efficace”.
Pediatri: “Selettività alimentare, crescono i disturbi di Arfid e scorbuto”
Affidano a chatbot e intelligenza artificiale la costruzione di diete drastiche e regimi alimentari ‘su misura’. I disturbi alimentari in età pediatrica stanno cambiando volto e oggi si muovono sempre più spesso tra selettività alimentare estrema, uso del digitale e fai-da-te. “Accanto ad anoressia e bulimia – rilevano i pediatri – emergono infatti nuove forme di disagio: da un lato l’Arfid (Avoidant/Restrictive Food Intake Disorder), disturbo evitante-restrittivo dell’alimentazione in forte crescita tra i più piccoli; dall’altro l’uso sempre più diffuso di chatbot nutrizionisti tra gli adolescenti, con il rischio di diete squilibrate e comportamenti alimentari pericolosi”.