di
Luigi Ippolito
Il fatto risale allo scorso dicembre: Henry Nowak, 18 anni, è morto dopo essere stato trascinato e ammanettato per terra. L’accoltellatore, condannato poi all’ergastolo, aveva convinto gli agenti di essere stato vittima di una aggressione razzista e non aveva creduto alla versione di Nowak
DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
LONDRA – È una tragedia che infiamma le tensioni razziali già latenti in Gran Bretagna e che sta provocando un terremoto politico. Ieri è stato condannato all’ergastolo, con un minimo di 21 anni in carcere, un giovane Sikh di 23 anni che lo scorso dicembre, a Southampton, aveva accoltellato a morte uno studente bianco di 18 anni, Henry Nowak: ma le circostanze dell’accaduto hanno dell’incredibile.
Quando la polizia è intervenuta, il ragazzo Sikh, Vickrum Digwa, ha detto di essere stato vittima di una aggressione razzista, che Nowak gli aveva strappato il turbante e lo aveva insultato: gli agenti allora hanno ammanettato il ragazzo bianco, che giaceva a terra agonizzante dopo aver ricevuto cinque fendenti, inferti con il coltello rituale che i Sikh sono autorizzati a portare in quanto simbolo della loro religione. Nowak, immobilizzato e trascinato per terra, per cinque volte ha detto «Non riesco a respirare», ma uno degli agenti gli risponde: «Dici di essere stato accoltellato? Non credo, amico». Di lì a poco il ragazzo è morto.
Tutto questo è stato documentato dal video delle telecamere indossate dagli stessi poliziotti. «Henry non avrebbe dovuto morire per strada in custodia della polizia – ha detto suo padre -. Il modo in cui è stato trattato è stato inumano e degradante. Il suo assassino, tuttavia, è stato creduto. Il contrasto è insopportabile».
Il caso è stato immediatamente cavalcato dall’estrema destra, Nigel Farage in testa, che da tempo sostiene che la polizia adoperi un doppio standard: chiuderebbe un occhio verso le minoranze etniche, per timore di apparire razzista, mentre applicherebbe tutto il rigore della legge verso i bianchi. «Un’accusa di offesa razziale è stata trattata più seriamente di un atto di omicidio», ha asserito Farage, che ha paragonato la morte del giovane Nowak a quella di George Floyd, l’uomo afroamericano soffocato dalla polizia negli Stati Uniti a Minneapolis nel 2020, cosa che diede il via al movimento mondiale del Black Lives Matter («Le vite dei neri contano»): «In questo Paese i diritti dei bianchi valgono meno di quelli delle minoranze etniche», ha concluso Farage.
Ma la leader dei conservatori, Kemi Badenoch, nigeriana, lo ha accusato di «aizzare» l’odio e la divisione: «Non voglio sentire di Black Lives Matter – ha detto – non voglio sentire di White Lives Matter: tutte le vite valgono». Ma poco dopo, immancabile, è sceso in campo Elon Musk per dare man forte a Farage.
Il primo ministro Keir Starmer ha chiamato quello di Nowak «un caso straziante», mentre la ministra dell’Interno Shabana Mahmood, pachistana, ha definito il video «una cosa tragica e disturbante da guardare» e ha affermato che la famiglia del giovane «merita risposte». Da più parti sono arrivate richieste alla Procura generale di rivedere e inasprire la sentenza contro l’assassino.
2 giugno 2026 ( modifica il 2 giugno 2026 | 17:54)
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