di
Daniela Polizzi

L’imprenditore fondatore di Yoox denuncia il caso ai legali. Meta interviene sui post fraudolenti, ma resta aperta la sfida contro le truffe generate dall’AI

Vuoi avere un reddito di 30 mila euro al mese investendone solo mille, peraltro una tantum? Di noi ti puoi fidare perché dietro la nuova piattaforma Immediate Connect ci sono nomi come la Banca d’Italia, lo stesso governo italiano, Unicredit, Shopify e l’americana Brookfield asset management. Basta cliccare a un certo link ed è fatta. Chi ci casca perde tutti i suoi soldi. 

E’ l’ultima modalità di truffa rivolta apparsa oggi sul web, con la cornice peraltro dell’affidabilità del Corriere della Sera. Quindi questa volta è un raggiro che si estende anche ai lettori del quotidiano. Il volto noto utilizzato, anch’esso sinonimo di credibilità nel mondo degli affari, è quello di Federico Marchetti, l’imprenditore che ha fondato Yoox, attualmente consigliere della Giorgio Armani e che, soprattutto, è molto impegnato in tematiche ambientali (lavora con re Carlo d’Inghilterra) e promuove iniziative per i giovani. Chi lo conosce sa bene che questo genere di sollecitazioni a investire rivolte al grande pubblico non fanno certo parte del suo dna. Ma un pubblico meno informato può cadere nella trappola con la garanzia della sua storia imprenditoriale che il Corriere ha più volte raccontato.



















































Prima Facebook, poi Instagram

«Ho già dato mandato agli avvocati penalisti dello studio milanese Pollicino AI advisory», racconta Marchetti. La vicenda è iniziata la scorsa settimana con la pubblicazione di un messaggio analogo su Facebook (piattaforma dove peraltro l’imprenditore non è presente). Poi è stata la volta di Instagram. «Mi sono comportato da normale cittadino e ho chiamato Meta, cui fanno capo le due piattaforme di social. Il gruppo tech è riuscito a cancellare il post da Facebook nel giro di un paio di giorni. Ma su Instagram appare evidentemente più difficile intervenire perché il post è ancora lì. Stiamo però attivamente collaborando con loro per risolvere il problema».

«Occorrono strumenti che controllino l’AI»

La riflessione di fondo è che «le società tecnologiche non sono ancora pronte a gestire questi problemi su larga scala»,  dice Marchetti. «Dovrebbero filtrare in anticipo queste iniziative fraudolente e invece non riescono. Per arginare questo tipo di episodi non è insomma stata ancora trovata una soluzione a monte. Si interviene caso per caso. L’AI è sempre più penetrante e bisognerebbe quindi implementare strumenti che la controllino. Intanto la gente può perdere i suoi soldi». In effetti, «il sistema è persino ben presentato», osserva Marchetti, «cita nomi di rilievo e riporta le mie esperienze imprenditoriali». Spiegando che Immediate Connect è «un prodotto basato sull’intelligenza artificiale».

Meta è al lavoro per risolvere il problema contingente. Lo ha fatto molte volte negli ultimi 15 anni cercando sempre lo schema di azione a monte ma – fanno sapere fonti vicine al gruppo – le situazioni e la stessa tecnologia evolvono. Ogni volta bisogna intervenire «manualmente», con interi team di lavoro impegnati su ogni singolo caso. Manca ancora un meccanismo che consenta di intercettare le truffe.

Gli altri casi illustri

Il raggiro dei lettori si aggiunge a quelli avvenuti a livello internazionale attraverso post su Facebook e Instagram utilizzando la credibilità di volti noti, in Italia quello della premier Giorgia Meloni, della diplomatica ed ex capo dei Servizi segreti Elisabetta Belloni, Mario Draghi, l’economista Lucrezia Reichlin, lo scrittore Antonio Scurati e poi una lista di giornalisti fra cui Enrico Mentana e Milena Gabanelli che ha già raccontato le numerose truffe proprio sulle colonne del Corriere.

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2 giugno 2026 ( modifica il 2 giugno 2026 | 16:32)