PIANENGO – «Daniel è morto da istruttore, mettendo in pratica la manovra d’emergenza che prevede d’inclinare l’aereo sul lato in cui si trova l’insegnante di volo». Non ha dubbi il sindaco di Pianengo Roberto Barbaglio. Questa mattina, ha incontrato nella loro casa nel centro del paese papà Carlo e mamma Debora, i genitori del pilota di 26 anni scomparso ieri pomeriggio, nel tragico incidente di volo avvenuto a Valbrembo, il comune della Bergamasca in cui si trova la scuola di volo Cantor Air, dove Daniel Taino era in servizio da cinque mesi.

I genitori non hanno ancora potuto vedere il corpo del figlio e probabilmente domani il sostituto procuratore titolare del fascicolo, Raffaella Latorraca, deciderà se disporre o meno l’autopsia. L’ultimo saluto avverrà a Pianengo, anche se Daniel da qualche tempo si era trasferito nella vicina Crema.

Nel frattempo, quanto resta del Cessna 152, a bordo del quale il pilota 26enne stava tenendo una lezione a un allievo che, nonostante i 19 anni, era già considerato esperto e ora è ricoverato in gravi condizioni all’ospedale Papa Giovanni XXIII, è stato rimosso dalla via don Bosco, in cui era precipitato. È stato posto sotto sequestro in un hangar della vicina aviosuperficie, da cui era decollato un’ora prima dell’incidente.

Gli ispettori dell’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, nel frattempo, hanno compiuto un primo sopralluogo al Valbrembo, nel tentativo di ricostruire la traiettoria seguita dal velivolo. Un modello dotato di doppi comandi, così che l’istruttore possa intervenire in ogni momento; ma non di scatola nera. Tanto che, per il momento, sulla dinamica della tragedia è possibile avanzare solo ipotesi.

Tra le quali si fa largo quella che al termine della sessione di addestramento, sia stata «data manette», quindi potenza nel linguaggio dei piloti, pochi istanti prima che l’aereo toccasse terra. È probabile che Daniel volesse consentire all’allievo di ripetere la proceduta d’atterraggio. Ma la virata di rientro è stato effettuata a una quota troppo bassa e non è dato sapere se per un problema tecnico. Fatto sta che il Cessna ha toccato i cavi della linea elettrica di media tensione: un contatto che l’ha scaraventato al suolo, esattamente sulla fiancata in cui si trovava il giovane istruttore, deceduto sul colpo.

Per liberarne il corpo dalla carlinga, si è reso necessario l’intervento dei vigili del fuoco del comando provinciale. Il 19enne, invece, non ha perso conoscenza. Residente nel comune milanese di Locate Triulzi, aveva già conseguito un primo brevetto e si stava perfezionando in vista di un successivo. È stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico.

Il Cessna 152, una versione tra le più diffuse nelle scuole di pilotaggio, era stato sottoposto alle sessioni di manutenzione. «Il volo era la vita», assicura il sindaco Barbaglio, che l’ha visto crescere col sogno di mettersi ai comandi. Una passione diventata lavoro e «Daniel — ripete con un filo di voce — è morto da verso istruttore».