di
Monica Colombo e Monica Scozzafava
Primo faccia a faccia con l’ex allenatore del Crystal Palace, uno dei nomi suggeriti. Muro contro muro con Allegri sulla buonuscita
Se Roma non fu costruita in solo giorno, per la rifondazione del Milan non è bastata una settimana. Ma poiché il tempo stringe occorre fare in fretta: mentre le altre squadre scelgono i giocatori, il Diavolo deve decidere chi li compra, chi li allena e chi li paga.
Dopo giorni di colloqui e analisi, Gerry Cardinale e il suo braccio destro Massimo Calvelli sono ora fortemente orientati ad assegnare le chiavi del progetto sportivo a Ralf Rangnick. Come è noto, l’attuale ct dell’Austria per ricoprire il ruolo di direttore dell’area tecnica ha chiesto autonomia completa, senza interferenze e uno staff di una dozzina di persone. Le condizioni che ha posto sono la scelta in prima persona dell’allenatore, del ds e la gestione di tutte le giovanili.
I colloqui per il nuovo tecnico
Oggi perciò non è un giorno banale perché va in scena il primo incontro fra i manager rossoneri con Oliver Glasner, l’ex tecnico del Crystal Palace, uno dei nomi suggeriti da Rangnick. Sarà il primo faccia a faccia con l’allenatore austriaco. Da vedere se risolutivo dal momento che in settimana avverrà un colloquio anche con Matthias Jaissle, l’altro profilo indicato dal ct della nazionale di Vienna e ora sotto contratto con l’Al Ahli (ha una clausola da 5 milioni). Ibra, nei due colloqui già avvenuti con Rangnick, ha mostrato ferma contrarietà a concedergli carta bianca: verrebbe ridimensionato il ruolo del fido Jovan Kirovski, poi proprio adesso che sta rientrando dal prestito all’Ajax il figlio Maximilian. Resta da capire se Zlatan verrà indotto da Cardinale e Calvelli a più miti consigli, considerando che le lancette scorrono e i candidati scemano (il ds preferito di Ibra, Ramon Planes, non viene liberato dall’Al Ittihad). Entro tre giorni è atteso il dentro o fuori con Rangnick: Zlatan farà un passo indietro?
La questione Allegri
Parallelamente il Milan deve chiudere in maniera formale, con la risoluzione del contratto, il rapporto di lavoro con Max Allegri a cui spetta ancora un anno di stipendio. Finora il braccio di ferro fra i legali delle due parti in causa non ha prodotto l’auspicata fumata bianca: il Milan non intende concedere buonuscite milionarie all’ex tecnico già in parola con il Napoli (che gli ha prospettato un biennale da 4,5 milioni più bonus). Tutt’al più arriverebbe a 500 mila euro. Max invece chiede per sé e lo staff 5 milioni lordi: 2 per sé, i restanti per i collaboratori. Altrimenti minaccia di stare fermo un anno costringendo di fatto il club, nell’anno del profondo rinnovamento, all’esborso complessivo di 13 milioni e 600 mila euro lordi (ovvero 10 milioni e 600 per sé e i restanti per il gruppo di lavoro). Conviene alle parti in causa proseguire con il muro contro muro? Non sembrerebbe proprio: il Milan versandogli la buonuscita risparmierebbe, Max potrebbe firmare per il Napoli il contratto che finora ovviamente non è stato siglato, il Napoli — che ieri ha riscattato Alisson — avrebbe l’erede di Conte. Caos calmo, in attesa del contatto previsto per domani. De Laurentiis segue l’evoluzione della vicenda con relativa tranquillità. Un punto di intesa, con buon senso, alla fine si troverà.
2 giugno 2026
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