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Fabio Maria Damato rompe il silenzio a distanza di anni dallo scoppio del Pandoro Gate. E sceglie di farlo proprio davanti a chi quel “vaso di Pandora” lo ha scoperchiato per prima: Selvaggia Lucarelli. L’ex manager di Chiara Ferragni è ospite della diciannovesima puntata di Burnout, il podcast della giornalista. Un’intervista lunga, piena di pause, puntualizzazioni e amarezza. Damato torna sul rapporto con Ferragni, sul Festival di Sanremo 2023, sulle tensioni con Fedez e su quell’addio consumato in macchina, quasi senza parole.

APPROFONDIMENTI

Sanremo 2023: tutto è cambiato

Tutto sembra partire dal palco più ambito: quello dell’Ariston. Un teatro sognato e desiderato da ogni artista, calcato per la prima volta da una figura simbolo del mondo digitale come Chiara Ferragni. Un evento destinato a restare nella memoria collettiva. Ma non per i motivi che l’imprenditrice digitale avrebbe sperato.

Fabio Damato racconta e spiega il motivo dietro la scelta della letterina alla piccola Chiara, un monologo che ha destato perplessità in tanti e ironia in molti, soprattutto sui social. «La letterina? Era stata scritta da Chiara Ferragni, non da me», racconta Damato, riferendosi al monologo letto dall’imprenditrice digitale all’Ariston. Secondo l’ex manager, Ferragni era diventata «molto gelosa» di quel testo, perché lo sentiva personale. Lui, però, avrebbe immaginato un’altra strada: «Io avevo proposto di fare un’altra cosa: prendere spunto dal monologo di Kim Kardashian, dove si prendeva in giro e ironizzava su tutti i cliché che ruotano intorno a lei». Poi, però, l’idea cambia. E quando Fabio ascolta la versione definitiva della lettera, prova a dire la sua: «Ho detto delle cose, ma ho trovato della chiusura. Ero un po’ scettico. Non capivo cosa portasse in più a se stessa e agli altri». 

Quel Festival, per Damato, segna una frattura: «Da Sanremo il rapporto tra me e Chiara è cambiato: era diventato tutto estremamente problematico», dice. E aggiunge che nelle settimane successive l’influencer sarebbe andata «in blackout»: «Parlava con poche persone, si è chiusa». Nel post Sanremo, spiega, «non abbiamo mai parlato», perché quello fu «un periodo molto delicato».

Nell’intervista c’è anche una puntualizzazione su Fedez. Damato smentisce una delle ricostruzioni circolate in questi anni: «Diceva che avessi cacciato Fedez dal camerino, ma non è così». 

L’addio in macchina

La rottura definitiva arriva in macchina. «Un giorno le ho detto che me ne sarei andato, mentre andavamo a un appuntamento. Lei mi ha solo detto: ok», racconta Damato. L’ex manager spiega: «Io non potevo più dare niente, ho dato digitalmente le dimissioni». Dopo quell’addio, però, gli sarebbe stato chiesto di restare ancora per un passaggio di consegne e poi di dare una mano a un nuovo piano di ripartenza. A quel punto Damato racconta di aver posto condizioni precise, soprattutto a tutela legale: «Erano condizioni di manleva. Io potevo dare dei consigli, ma dovevano poi essere analizzati dai tecnici. Non volevo che poi si andasse a cercare un colpevole».

La fine dell’amicizia

La fine di un rapporto cresciuto anno dopo anno è amara, segnata più dalle parole rimaste sospese che da quelle pronunciate.

Nessuna lite plateale, nessuna scena madre. Ma nemmeno un vero chiarimento: «Io e Chiara non abbiamo mai litigato. Alla fine ero anche ferito, perché non c’è mai stato un momento di chiarimento, nonostante io l’abbia sollecitato più volte».

Fabio Damato chiude l’intervista con una frase sospesa, ma rassegnata: «Essere in armonia nei momenti belli è facile, ma è nei momenti duri che bisogna fare squadra, anche se in quei momenti ci si è antipatici. A quel punto ci siamo persi».