Inaugurata ieri, nella chiesa di San Cristoforo in Fillungo, “Immaginativa”, un’esposizione d’arte che diventa un dialogo sottile fra tre anime creative, dove la pittura si fa volume e il bronzo si fa respiro, tra le navate dell’antica pieve, seguendo il ritmo di un’unica, comune partitura poetica. La mostra unisce tre artisti apparentemente distanti, per tecnica e formazione artistica, ma profondamente legati da una sensibilità narrativa che trasfigura la realtà in emozione pura. Si tratta del pittore barghigiano Emanuele Biagioni, dello scultore lucchese Giuseppe Del Debbio e del pittore senese, conosciuto come “L’immaginiere”, al secolo Alessandro Grazi.
L’arte di Biagioni è un viaggio cromatico intriso dell’essenza della terra barghigiana, pronta ad elevarsi verso l’astrazione. La sua pittura si distingue per una gestione sapiente dei contrasti e delle atmosfere: i suoi lavori non si limitano a descrivere un luogo, ma ne catturano l’anima silenziosa, evocando una nostalgia luminosa e una pace quasi meditativa. Nelle sue tele, la pittura si fa memoria e atmosfera, esplorando la profondità del paesaggio e del vissuto umano attraverso una tecnica raffinata che gioca su delicate modulazioni di luce e colore.
Giuseppe Del Debbio porta in scena la solidità e la grazia della forma plastica. Le sue sculture sono dialoghi tra materia e spazio, dove la figura umana diventa simbolo di un’armonia universale. La sua capacità di infondere leggerezza al bronzo o alla terracotta crea un contrappunto perfetto alla bidimensionalità della tela, rendendo tangibile il soffio della poesia. C’è una sacralità antica nelle sue figure, un equilibrio perfetto tra la forza del gesto scultoreo e la delicatezza di un’emozione che si fa eterna. Queste forme sono eleganti, levigate, capaci di sfidare la pesantezza della materia.
“L’immaginiere“, Alessandro Grazi, propone un linguaggio vivace, ironico e profondamente simbolico. La sua pittura è un labirinto di segni e figure che sembrano emergere da un sogno. Attraverso una narrazione visiva densa e stratificata, Grazi invita l’osservatore a giocare con l’immagine, cercando significati nascosti dietro colori vibranti e composizioni dinamiche. Ogni suo quadro è un racconto aperto, un invito a perdere lo sguardo tra le pieghe di una fantasia colta e vibrante, costruisce mondi immaginifici popolati da simboli che parlano direttamente all’inconscio.
La mostra, con il patrocinio del Comune di Lucca e il contributo di Vivi Lucca Eventi, resta aperta fino al 15 giugno tutti i giorni dalle 10 alle 19 con ingresso libero.