di
Adriana Logroscino

Lo staff del leghista: «Era impegnato sui trasporti per evitare lo sciopero dei ferrovieri dell’11 giugno». Salis (Avs): abolire la parata. Ira di Meloni

Alla cerimonia ai Fori imperiali, nella tribuna autorità, non si fa vedere Matteo Salvini. Era impegnato — riferiranno dal suo staff — «su trasporti e opere pubbliche da completare, Pnrr in primis, con l’obiettivo fra gli altri di evitare lo sciopero dei ferrovieri per il prossimo 11 giugno». Con una precisazione: «Salvini è stato presente solo nel 2019».

 La Lega era comunque rappresentata. Ma l’assenza del vicepremier del Carroccio, in una foto che restituiva il governo pressoché al completo in tribuna, si nota e fa discutere. Sullo sfondo le distanze tra le forze di maggioranza sul riarmo.



















































Se il presidente del Senato, Ignazio La Russa, si dice dispiaciuto per «tutti gli assenti», è l’altro vicepremier, Antonio Tajani a puntare il dito contro gli avversari: «Non so perché Salvini fosse assente, domandatelo a lui. Ma non ho visto nemmeno Elly Schlein o Giuseppe Conte». In effetti il volto del Pd, alla parata, era quello di Stefano Graziano, capogruppo in commissione Difesa. Mancava Chiara Braga, capogruppo della Camera, ma non è un novità, e mancava Francesco Boccia, capogruppo in Senato invece di solito sempre presente alla cerimonia: era impegnato nella premiazione di una scolaresca in Senato

La segretaria Schlein della quale lamentava l’assenza Tajani, invece non era proprio nella lista degli invitati: il cerimoniale prevede che i posti in tribuna siano riservati a presidenti e vicepresidenti delle Camere, capigruppo, presidenti di commissione e componenti della commissione Difesa. Non ai leader di partito. Un’«esclusione» che non riguarda Conte: in qualità di ex presidente del Consiglio era invitato ma, riferiscono dalla segreteria, ha declinato. «Non è casuale fossero assenti i due filoputiniani, Conte e Salvini», punge Osvaldo Napoli.

La delegazione del M5S, tuttavia, era nutrita: c’erano il vice di Conte Michele Gubitosa, il questore Filippo Scerra, e altri 7 parlamentari. L’unica forza politica di opposizione che ha inviato le due capigruppo, Raffaella Paita e Maria Elena Boschi, è stata Italia viva. Per Azione delegati due deputati: Antonio D’Alessio e Fabrizio Benzoni. Assente +Europa. E tra i sindaci — pur invitato — non si è visto il primo cittadino di Milano, Beppe Sala.

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Nessuno nemmeno per Avs, sempre piuttosto fredda nei confronti della parata. Ma Ilaria Salis, europarlamentare,  ha deciso di esplicitare il sentimento con una proposta choc: «In un’epoca pericolosamente segnata da riarmo, militarismo e guerre bisognerebbe abolire la parata militare del 2 giugno e restituire alla Festa della Repubblica il suo originario carattere civile e democratico». Insorgono in molti. La premier Giorgia Meloni: «Reputo queste dichiarazioni non solo vergognose, ma anche indegne verso i tanti uomini e donne in divisa che ogni giorno servono l’Italia. Disprezzare tutto questo da ruoli istituzionali significa non aver capito nulla della nostra storia, della Repubblica e del dovere che si ha verso di essa». Attacca anche Donzelli: rimarcata la «gratitudine per le divise» stigmatizza l’assenza di «Conte, Schlein, Boldrini, Fratoianni e Bonelli». Il co-leader verde di Avs ha gioco facile nel replicare: «Io non ho ricevuto alcun invito».


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2 giugno 2026 ( modifica il 3 giugno 2026 | 08:18)