Si è spenta sull’ultimo gradino la speranza della pallavolo femminile di Civitavecchia di conquistare sul campo la tanto agognata Serie B2. Sia la Pallavolo Civitavecchia sia la Cv Volley hanno disputato un’ottima stagione nel campionato regionale di Serie C, dimostrando il valore tecnico delle rispettive rose. Nel percorso dei playoff, le rossonere della Cv Volley sono riuscite a spingersi più avanti rispetto alle rossoblù della Pallavolo Civitavecchia, ma alla fine il verdetto del campo è identico per entrambe: nessuna squadra della città giocherà nella categoria nazionale il prossimo anno.

A dire il vero, la categoria superiore potrebbe comunque essere raggiunta per vie traverse qualora si decidesse di acquistare un titolo sportivo di Serie B2, un’ipotesi di cui si vocifera con insistenza nell’ambiente. Tuttavia, un’operazione del genere non avrebbe certamente lo stesso valore agonistico ed emotivo di una promozione conquistata e sudata sul campo, senza contare il fatto che rappresenterebbe un investimento economico estremamente dispendioso e difficile da sostenere per una realtà sportiva locale.

Questo dato oggettivo dovrebbe far riflettere profondamente gli addetti ai lavori. La piazza di Civitavecchia, per passione, storia e tradizione sportiva, meriterebbe senza dubbio una vetrina nazionale nella pallavolo. Tuttavia, in un contesto estremamente competitivo e qualitativamente elevato come quello del volley laziale, emerge un limite strutturale evidente: l’alta frammentazione delle realtà locali.

Oggi il panorama cittadino si divide tra Pallavolo Civitavecchia, Cv Volley, Volley Academy, Tirreno Volley e la neonata Start. Questa eccessiva divisione porta a una inevitabile dispersione di energie economiche, gestionali e, soprattutto, di talenti. Eppure le potenzialità locali non mancano, come dimostrano i recenti successi dell’ex Asp Sofia Giuli, convocata in nazionale under 20, e della rossonera Sofia Mignanti, chiamata per uno stage di allenamenti in azzurro. Nonostante queste eccellenze, le migliori atlete del territorio si trovano così divise su più fronti, indebolendo il potenziale complessivo della città.

Pallavolo Civitavecchia e Volley Academy hanno realizzato negli ultimi anni una collaborazione per i settori giovanili, un primo passo che ha portato alla creazione del consorzio Etruria Volley+, ma è ancora troppo poco per un territorio ancora ostaggio di protagonismi incrociati.

Per uscire da questo stallo, la strada appare tracciata: la nascita di un grande progetto consortile. Convogliare le risorse umane e societarie in un’unica realtà d’eccellenza permetterebbe di trattenere i migliori talenti locali e di attrarre investimenti importanti. Solo superando i campanilismi e unendo le forze Civitavecchia potrà finalmente costruire un blocco solido e ambizioso, capace di restituire alla città e ai suoi tifosi quel palcoscenico nazionale che meritano.

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