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Redazione online
Il fim è stato temporaneamente ritirato dalle piattaforme di streaming. L’attrice tedesca, oggi 65enne, aveva spiegato che la scena di «Falso movimento» non era a copione e che sua madre non era sul set quando è stata girata. Wenders in una nota: «È necessario che la nostra società trovi modalità adeguate per affrontare le opere cinematografiche controverse del XX secolo»
Nastassja Kinski ha vinto: il regista tedesco Wim Wenders ha deciso di ritirare la pellicola Falso movimento, film di 51 anni fa in cui l’attrice, allora 13enne, compare a seno nudo in una scena a carattere sessuale in cui lei è sdraiata su un letto e viene schiaffeggiata e accarezzata da un attore adulto.
«È stato chiesto ai partner di streaming, TV e distribuzione di non rendere il film accessibile pubblicamente», spiega una nota della Fondazione Wim Wenders.
Wenders si è anche scusato con l’attrice. «Come unico responsabile di Falso movimento all’epoca, capisco che Nastassja Kinski avrebbe dovuto essere protetta meglio in quel momento. Per questo mi scuso con te, Nastassja, senza se e ma».
È dal 2011 che l’attrice chiede al regista la rimozione della scena. Kinski ha spiegato che non era stata informata della scena quando era stata coinvolta nel film e che il giorno in cui è stata girata sua madre non era presente sul set. Gli avvocati di Wenders hanno sempre sostenuto che la madre sapesse tutto, ma l’attrice li smentisce: «Ovvio che mia madre non lo sapeva, non ci hanno detto nulla». Kinski ha anche raccontato che la scena – che nel film dura pochi minuti – è stata girata più volte, perché a un certo punto chiese di interrompere le riprese per rifugiarsi in bagno a piangere. «Anche se a 13 anni non sapevo ancora molto, capii che non era normale», ha spiegato alla Sueddeutsche Zeitung. Kinski in seguito ha continuato a lavorare con Wenders, che la volle protagonista in «Paris Texas», Palma d’oro a Cannes nel 1984, e le diede una parte in «Così lontano così vicino» nel 1993.
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In Falso movimento, Kinski interpretava il ruolo di Mignon, adolescente muta. Il film, come il libro di Peter Handke da cui era tratto, raccontava la storia di un giovane aspirante scrittore che nei suoi viaggi trovava per compagni di strada diversi personaggi bizzarri, tra cui un reduce di guerra seguito da Mignon. E non faceva mistero del fatto che i due avevano rapporti sessuali. La scena contestata da Kinski è quella in cui Mignon appare distesa su un letto con solo uno slip addosso, mentre un uomo molto più grande di lei, anche lui in slip, si stende al suo fianco e la schiaffeggia prima di cominciare a carezzarla.
Nella nota della Fondazione Wim Wenders, si spiega che l’intenzione del regista è di trovare una soluzione condivisa che gli permetta, in futuro, di rimettere il film a disposizione degli spettatori. «È necessario che la nostra società trovi modalità adeguate per affrontare le opere cinematografiche controverse del XX secolo e si apra a nuovi processi di apprendimento e a prospettive inclusive in relazione ai film», spiega il regista. «In questo importante dibattito cercheremo un ampio scambio – con l’Accademia Cinematografica Tedesca, il DFF – Deutsches Filminstitut & Filmmuseum, con altre istituzioni del patrimonio cinematografico e altri gruppi intergenerazionali. Solo allora, anche se ciò dovesse richiedere più tempo, e dopo aver presentato una soluzione consensuale, anche in accordo con Nastassja Kinski, rimetteremo in circolazione il film», conclude la nota.
3 giugno 2026 ( modifica il 3 giugno 2026 | 17:15)
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