Il 20enne ceco si conferma uno di volti nuovi più esplosivi del circuito. E il sogno Slam non è più solo un’idea
“Non dico di essere il favorito, ma non penso che il mio torneo debba finire necessariamente in semifinale”. Se la stagione si chiudesse qua, un soffio prima delle ultime fasi del Roland Garros, Jakub Mensik si ritroverebbe alle Finals di Torino accreditato della testa di serie numero 6. I sogni del ceco hanno preso forma a Prostejov una quindicina abbondante di anni fa grazie anche a un paio di totem: il connazionale Berdych e soprattutto quel Djokovic che Mensik ha battuto nella finale di Miami l’anno scorso, prendendosi il primo Masters 1000 a soli diciannove anni. Altri segni particolari? È l’ultimo ad aver battuto Sinner (malessere contro Cerundolo a parte) e sogna in grande: “Fin da piccolo ho coltivato la speranza di poter vincere uno Slam”. Quello di Parigi gli calzerebbe a pennello, considerando che la terra battuta lo ha letteralmente cresciuto.