Il Professore partirà domani per il Mondiale e quasi sicuramente lo farà senza aver dato una risposta alla federazione. Cardinale e Ibrahimovic continuano a valutare la sua e altre candidature, con Pochettino in buona posizione

Ralf Rangnick ha insegnato all’Austria a pressare. E la federazione austriaca, giustamente, pressa: ha imparato la lezione. Lo pressa con richieste, lo pressa con riunioni, lo pressa perché vuole che firmi quel benedetto rinnovo da 2 milioni a stagione per cui ha ottenuto un contributo dai suoi sponsor più importanti. E Rangnick? E Rangnick, per ora, aspetta: domani partirà con la squadra per gli Stati Uniti e lo farà senza aver dato una risposta. In fondo, da sei mesi sa che l’Austria vorrebbe continuare con lui e da sei mesi riflette. L’impressione, in Austria, è che presto o tardi quella firma sul rinnovo arriverà. L’impressione, in Italia, è che RR attenda il Milan. Le due cose non si escludono necessariamente

CHE COSA VUOLE RANGNICK—  

Rangnick nelle dichiarazioni pubbliche fa sempre riferimento solo alla federazione austriaca. Corretto al di sopra di ogni sospetto. “Non è un mistero che con l’Austria sto molto bene”, ha detto lunedì sera dopo l’amichevole con la Tunisia. Vero ma… Il Professore – lo chiamano così – vorrebbe conoscere il suo futuro prima dell’inizio del Mondiale e l’Austria giocherà la prima partita martedì 16 contro la Giordania. C’è ancora tempo. La logica dice che il Milan, per quel giorno, avrà deciso. Quanto al possibile futuro insieme, è chiaro che prendere Rangnick significa affidargli la riorganizzazione della società. RR non è un allenatore e non è un direttore sportivo. È un uomo di sistema, che vede un club come un unico organismo, in cui lo scouting, il settore giovanile e la squadra lavorando secondo principi comuni.

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che cosa vuole il milan—  

Il Milan lo sa e per questo è andato a parlargli a Vienna. Allo stesso tempo, ha visto altri candidati. Sa che un’altra via è possibile. Una via più classica, con un direttore sportivo e un allenatore, magari Mauricio Pochettino. Cardinale e Ibrahimovic devono arrivare a una decisione e, secondo strategia, dovranno farlo presto. Gli impegni all’orizzonte non mancano: c’è un centravanti da prendere, un futuro di Modric da definire, una serie di giocatori che tornano con cui parlare (Bennacer, Musah, Chukwueze…), giocatori in uscita a cui trovare acquirente (Loftus-Cheek, Odogu, forse Estupinan e Fofana), due giovani come Camarda e Comotto per cui definire un percorso. Voci nella testa che si fanno sentire. Pressano, anche loro.