di
Giuseppe Guastella
La corte, dopo essersi ritirata in camera di consiglio, ha ammesso come parti civili soltanto la madre Uma Smirnova, il padre Sergio, il fratello Nicolo e la sorella Veronica di Pamela Genini. di Pamela Genini.
«Bastardo», urla Una Smirnova madre di Pamela Genini, quando Gianluca Soncin entra nell’aula per il processo in cui è accusato di aver ucciso con 76 coltellate Pamela Genini.
La donna deve essere accompagnata fuori dal compagno e dal suo legale, che ha chiesto la costituzione di parte che Una Smirnova non è riuscita a rientrare nell’aula della seconda Corte d’Assise per un malore.
In apertura, chiedono di costituirsi parte civile anche i fratelli della giovane uccisa a 29 anni il 14 ottobre a Milano, e a sorpresa Francesco Dolci, l’amico ed ex fidanzato. Dolci è indagato a Bergamo nell’inchiesta sul vilipendio di cadavere della vittima al quale è stata asportata la testa nel cimitero di Zogno.
La corte, nella figura del presidente Antolla Betoia, dopo essersi ritirata in camera di consiglio ha ammesso come parti civili soltanto la madre Uma, il padre Sergio, il fratello Nicolo e la sorella Veronica di Pamela Genini. di Pamela Genini. Escluse le due associazioni che lottano contro la violenza sulle donne, e anche Francesco Dolci che, però, sarà il testimone principale nel processo che riprenderà il 13 luglio: «L’esistenza di un rapporto sentimentale di pochi mesi, non connotato da una stabile e continuativa convivenza e interessato da un rapporto sentimentale parallelo della vittima, non consente di riconoscere la legittimazione alla costituzione di parte civile di Dolci».
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4 giugno 2026 ( modifica il 4 giugno 2026 | 12:37)
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