Lungo incontro con l’ex tecnico del Palace. Ma ci vorrà ancora del tempo per decidere

Il nuovo Milan, da ricostruire dalle fondamenta, è ancora in fase di progettazione. Ci sono varie ipotesi allo studio ma soltanto a una verrà poi data concretezza. La più probabile al momento è quella sponsorizzata dal finanziatore dei lavori, Gerry Cardinale, e non potrebbe essere diversamente: il proprietario di RedBird aveva annunciato che si sarebbe messo personalmente alla direzione. E se Gerry sceglie di essere presente all’incontro con Oliver Glasner è la prima dimostrazione della considerazione che ha dell’allenatore. Se si riflette anche sulla durata dell’incontro, circa sei ore, si ha un altro indizio circa il gradimento del proprietario rossonero per il tecnico austriaco: al contrario non avrebbe speso un quarto della sua giornata in compagnia di quello che ora è diventato il principale candidato alla panchina rossonera. L’incontro dovrebbe essersi svolto in Germania. Presente, anche se nessuna fonte ufficiale conferma, pure Ibra, il principale consigliere di Gerry. Si può ancora definire fidato? Si mormora di qualche tensione anche tra Zlatan e Cardinale: la certezza è che l’ex campione non ha un ruolo definito nell’organigramma rossonero, dunque nemmeno uno specifico peso decisionale. Ibra suggerisce ma è sempre e solo Cardinale a scegliere. 

esperienza europea—  

E Gerry oggi punterebbe su Glasner: a sua volta l’allenatore è incuriosito dall’opportunità, pronto anche a mettersi alla prova a San Siro. Sarebbe il suo quarto campionato europeo diverso dopo aver allenato in Austria, Germania e Inghilterra. Ha vinto l’Europa League con l’Eintracht Francoforte e un triplete alternativo nell’ultima stagione al Crystal Palace, con cui ha chiuso quindicesimo in Premier: Community Shield, Coppa d’Inghilterra e Conference League. Ha l’esperienza internazionale e uno stile di gioco moderno, le due prerogative che Cardinale sta cercando. Dai suoi uomini, nel frattempo, solo silenzio. Possibile che prima del fine settimana ci sia qualche comunicazione sull’andamento dei lavori, ma senza certezze. Per avere le prime novità concrete si dovrà invece attendere almeno la prossima settimana. Con Allegri l’inizio della nuova stagione era stato fissato per il 12 luglio, con un nuovo allenatore potranno cambiare anche le date: in sostanza il Milan 26-27 potrebbe riconoscersi nei suoi nuovi protagonisti soltanto a un mese dalla ripartenza. 

focus mondiale—  

La pista Glasner si ricongiungerebbe con quella che conduce a Ralf Rangnick, il direttore tecnico a cui Cardinale pensa di affidare la ricostruzione effettiva. Un architetto a cui consegnare le chiavi del nuovo corso, a tutti i livelli: tecnico, tattico, disciplinare, giovanile. Una presenza dominante in tutte le aree: anche con Rangnick ci sono stati incontri e contatti e altri ancora ne seguiranno. I prossimi, necessariamente, a distanza. Oggi l’allenatore che il Milan aveva individuato nel 2020 come erede di Pioli è il ct dell’Austria in partenza per il mondiale americano. Ed è arrivato il giorno in cui iniziare una nuova avventura in Coppa del Mondo, attesa per 28 anni. Il suo focus sarà per forza di cose rivolto alla nazionale, con la Federazione che gli ha anche proposto un rinnovo di contratto. Rangnick ha preso tempo per riflettere. Potrà decidere prima di dare l’avvio ufficiale al torneo (l’esordio al Mondiale vedrà l’Austria impegnata il diciassette giugno contro la Giordania) o magari scegliere quale strada seguire solo alla fine della competizione. Si vedrà. La connessione tra Rangnick e Glasner risale ai tempi del Salisburgo, più di dieci anni fa, e ora potrebbe tornare attuale al Milan. Vero anche il contrario: non c’è un legame a doppio filo, per cui Glasner potrebbe arrivare anche senza Rangnick e viceversa. Anche perché nel frattempo i colloqui proseguono anche con altri candidati, senza aver ancora scelto a chi assegnare le varie parti. 

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le piste alternative—  

Fosse per Ibrahimovic, Zlatan premierebbe più volentieri Pochettino, ct Usa, e magari Ramon Planes in dirigenza. Un modo per distribuire le varie competenze evitando accentramenti. Così lo stesso Zlatan continuerebbe ad avere voce in capitolo. Per Pochettino, padrone di casa, vale a maggior ragione quanto detto per Rangnick: avrà attenzioni solo per il Mondiale e l’ambizione legittima di andare più avanti possibile nel torneo. E il Milan quanto può ancora aspettare prima di gettare le basi?