L’angelo ribelle, il cane sciolto, lo “zio rock”. Per chi ha attraversato la stagione rock italiano dagli anni ’90 in poi, il nome di Omar Pedrini non ha bisogno di presentazioni: il rocker bresciano è qualcosa di più di un simbolo.
Il rocker sarà questa sera, giovedì 4 giugno, a Mondovì: ospite del talk del Festival “Funamboli” organizzato dall’Associazione “Gli spigolatori”. Appuntamento alle 21 nell’atrio del Palazzo dei Gesuiti, ex Tribunale di Mondovì Piazza.
Omar Pedrini, lo “zio rock” dal cuore ribelle
Dai mitici Timoria, che negli anni ’90 infiammarono la scena rock tricolore con album semplicemente stratosferici come “Viaggio Senza Vento”, “2020 Speedball” o “El Topo Grand Hotel”, alla sua carriera da solista, iniziata con “Beatnik”, poi il Sanremo del 2004 e via fino a oggi col recente “Sospeso”.
E in tutto questo Pedrini è stato molto altro: ha scritto libri, fatto TV, teatro, ha anche vestito i panni del docente universitario. Ha raccontato il dolore e le paure di un uomo, musicista, artista ribelle, padre, marito tra le sue battaglie interiori e fisiche, il suo amore per la chitarra e quello per la terra, la sua salute e le operazioni al cuore che per un po’ lo hanno fermato, ma mai vinto.
Il festival “Funamboli”
«Un percorso tra libri, musica e colori che accompagna il pubblico». L’edizione 2026 del Festival Funamboli, a Mondovì, lancia gli ultimi appuntamenti e dimostra di aver davvero alzato l’asticella. Dopo aver ospitato nientemeno che il cantautore-poeta Vinicio Capossela e il monaco Enzo Bianchi, in un incontro-dialogo di livello altissimo, il festival ora si prepara ai talk di giugno e – novità – fino a luglio, con appuntamenti in musica.
Il festival è promosso dall’Associazione culturale “Gli Spigolatori” che quest’anno ha voluto osare con le location: portando gli autori, musicisti e scrittori, in location inedite a eventi di questo tipo, come la meravigliosa terrazza dell’ex Tribunale di Mondovì – già Palazzo dei Gesuiti –, il Monastero di san Biagio e la Chiesa della Missione. E se il livello culturale degli incontri è già altissimo (e difficilmente potrebbe non esserlo, visti i nomi degli ospiti: Capossela, Bianchi, ma prima Vasco Brondi e altri ancora), è altrettanto vero che chi si è trovato nella terrazza dei Gesuiti all’ora del tramonto, o all’interno della Missione immersa nelle luci scenografiche, non può non concordare che una delle chiavi del successo di questa edizione stia nella coreografia.
Si ricorda che tutti gli eventi sono a ingresso libero e gratuito fino a esaurimento posti.
Venerdì 5 giugno, sempre alle ore 21, in collaborazione con il Monastero di San Biagio e proprio presso la sede di frazione San Biagio di Mondovì, spazio invece alla musica e alla storia della musica con il violino della Shoah. Tra le mura dell’antico spazio religioso risuoneranno le note del violino di Auschwitz e verrà presentato l’omonimo libro, edito da Interlinea. Un concerto narrativo con l’autrice Anna Lavatelli e con la musicista Alessandra Sonia Romano.
Infine, sabato 6 giugno, ancora alle ore 18, presso il Museo della Ceramica di Mondovì (piazza Maggiore 1), ultimo appuntamento dedicato alla musica con un ritratto inedito e intimo di Giorgio Gaber. Paolo Del Bon, presidente della Fondazione Giorgio Gaber, omaggerà la figura dello straordinario cantautore milanese con un convegno dal titolo “Parla il Signor G.” Un incontro-racconto arricchito da testimonianze musicali, fotografiche e videografiche.