di
Andrea Tinti
Una platea enorme, la scaletta con i grandi successi e un martellamento continuo, la prova sul palco: i dubbi si sono frantumati di fronte ai Metallica
Il ciclone Metallica è arrivato a Bologna, spazzando via certezze e dubbi. Il metal avrà ancora un certo appeal negli ascoltatori di oggi? (Primo dubbio). Quattro «vecchietti» di sicuro non possono reggere un concerto tirato e d’impatto di due ore (Prima certezza).
Tutto questo si è frantumato, davanti ad una platea enorme, composta da persone di tutte le età e di tantissime provenienze geografiche, attorno a noi le lingue parlate erano le più disparate. A dimostrazione che il metal ha retto l’urto di altri generi musicali: l’hip hop in primis. Ma anche la certezza che quattro ex ragazzini non potevano regalare un concerto tiratissimo si è dissolta dopo due ore di martellamento continuo.
Il concerto dei Metallica a Bologna
Il palco che si apre davanti agli occhi appena entrati allo stadio è qualcosa di imponente. Otto torri alte fino al tetto della tribuna costeggiano il palco circolare piazzato al centro del campo. Un lavoro di ingegneria che ad ogni tappa viene montato e smontato. Il messaggio è chiaro, siamo i Metallica la band thrash metal più importante del mondo.
Quando alle 20.31 il gruppo non è ancora arrivato sul palco, l’inizio era previsto un minuto prima, il pubblico comincia a rumoreggiare. La voglia di vedere i propri beniamini comincia ad arrivare alla soglia di guardia. Qualche minuto dopo le note di It’s a long way to the top (If you wanna rock ‘n’ roll) degli AC/DC ci segnalano che ci siamo. Tutto è pronto, la platea canta la canzone come se non ci fosse un domani.
Il racconto del live
Sugli schermi circolari che sovrastano le torri arrivano le immagini del film di Sergio Leone «Il buono, il brutto, il cattivo», mentre le musiche di Ennio Morricone danno ufficialmente l’avvio al concerto, che parte subito con Creeping death. Il palco circolare, come sanno i fan dei Metallica, permette di potersi gustare un concerto democratico, la band si posiziona in modo che ciascun componente è rivolto verso una sezione dello stadio ed a turno cambieranno posizione durante il live.
Tutti avranno la possibilità di ammirare ogni Metallica, batterista compreso, infatti, il suo attrezzo di lavoro scompare ripetutamente dal palco per riapparire da un’altra parte. L’aria attorno a noi, vuoi per la musica, vuoi per le urla, vuoi per il fluttuare del pubblico diventa densa, la puoi tagliare con un coltello.
Il concerto è iniziato e i Metallica sembrano in gran forma. Tutto procede nel migliore dei modi, dalle immagini riprese in diretta che vengono sparate sui maxi schermi, ai giochi di luce. Più tardi si arriverà alle fiamme che escono dal palco e ai fuochi d’artificio che simulano un attacco aereo.
Quello che resta del metal nei nostri giorni
I Metallica macinano chilometri, suonano For whom the bell tolls, Cyanide, King nothing così distanti l’uno dall’altro che potrebbero benissimo esibirsi ognuno in uno stadio diverso che l’effetto sarebbe uguale. Non hanno bisogno di guardarsi negli occhi per capire cosa farà il loro compagno di band, perché lo sanno a memoria. Nel frattempo la platea continua a cantare in un delirio totale. 72 seasons dall’ultimo album, The unforgiven, Fuel, portano al siparietto che vede l’omaggio ad un brano del Paese che ospita il concerto.
Ken il guerriero viene apprezzata dai patiti dei cartoni animati e pochi altri. «Bolognaaaaaa» urla James Hetfield, «Grazie mille» lo ripeterà più volte durante il concerto. Abbiamo già superato la metà del live e tutti si stanno preparando ai pezzi più iconici dei Metallica. Dalle torri cadono sul pubblico enormi palloni che richiamano i colori dell’ultimo album, la gente comincia a giocarci, mentre sul palco si continua a pestare.
«Quanti di voi sono ad un concerto dei Metallica per la prima volta?» chiede James ed un mare di braccia si alzano al cielo. «Quanti di voi ci hanno già visti due, tre, cinque dieci volte?» ed un altro mare di braccia grida “presente”. Siamo una grande famiglia, la famiglia dei Metallica».
Ormai la band ha il pubblico in mano, forse lo aveva già dalla prima nota suonata. «Come s’intitola il primo album dei Metallica?», domanda Hetfield, «E la canzone più famosa di quel disco?». Ci siamo. Eccoci al super finale con Seek & destroy, Master of puppets e Enter sandman. Lo stadio sembra piegarsi quasi ad abbracciare la band. La musica termina di colpo. È tempo dei ringraziamenti che fanno tutti e quattro al microfono.
Il nome della band è già apparso sui maxischermi avvolto nel tricolore. Il concerto è finito, andate in pace. Mentre usciamo vediamo file di operai che controcorrente entrano allo stadio, avranno una notte di smontaggio. La gente sembra decisamente contenta. «Meno male che siamo venuti, è stato il concerto della vita» dice una ragazza alla persona che cammina al suo fianco che annuisce ma sembra ancora imbambolato da quello che ha visto.
La marea di magliette Metallica, ai concerti è difficile vedere così tante t-shirt della band che si esibisce, si muove in mille direzioni. Tra loro, forse, anche il sindaco Matteo Lepore che era al concerto. Chissà se gli è piaciuto?
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4 giugno 2026 ( modifica il 4 giugno 2026 | 15:07)
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