Fossili e tracce che sembrano emergere dalla terra diventano immagini e materia pittorica nella nuova ricerca artistica di Gianluca Amadori. Il pittore forlivese inaugurerà oggi alle 18.30, negli spazi del salone Trecce (via Irzio Zanotti 39/41), la mostra personale ‘Vertebrae’, visitabile fino al 29 giugno (negli orari di apertura del negozio).
L’esposizione raccoglie una serie di opere astratte ispirate all’archeologia, alle stratificazioni del tempo e a ciò che riaffiora dalla storia dell’uomo. Segni, incisioni e rilievi costruiscono un linguaggio visivo che richiama reperti e strutture ossee. “Sono molto appassionato di arte, design e storia. Mi ha sempre affascinato ciò che riaffiora dal passato, quello che emerge dalla terra e conserva una memoria. Per me rappresentano una sorta di asse vitale, qualcosa che collega il presente a ciò che è stato. C’è una ricerca che va oltre il semplice colore – spiega l’artista –: utilizzo materiali differenti, come polvere di marmo, sabbia, smalti e acrilici, perché mi interessa lavorare sulla materia e sulla sua capacità di evocare sensazioni. Anche la foglia oro richiama una tecnica antica, tradizionalmente utilizzata per la decorazione delle cornici”.
Negli ultimi lavori Amadori accompagna inoltre le opere con brevi testi che aiutano a comprendere il percorso creativo da cui nascono. “Molte persone mi dicono di non essere esperte d’arte. Io penso che se un’opera riesce a fermare lo sguardo di qualcuno abbia già raggiunto il suo obiettivo – conclude –. Quello che cerco è suscitare emozioni e interpretazioni personali. Ogni osservatore può trovarvi significati diversi”.
v.p.