Bologna, 5 giugno 2026 – “Il pentimento, in lui, è sempre stato una costante. Lo ha dimostrato fin da subito. E da subito ha chiesto perdono alle famiglie delle vittime”. L’avvocato Milena Micele assiste Marino Occhipinti, ex poliziotto e componente della banda della Uno Bianca. Tra le varie azioni a cui prese parte, anche l’assalto al portavalori davanti alla Coop di Casalecchio, la sera del 19 febbraio 1988, quando spararono contro quattro guardie giurate tra cui Carlo Beccari, 26 anni nemmeno compiuti, una moglie e una figlioletta di tre anni, Veronica. Beccari fu ucciso in quell’assalto e per il suo omicidio furono condannati all’ergastolo Roberto Savi, Fabio Savi e Marino Occhipinti.
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Ripristinato l’ergastolo, per lui è tutto da rifare
Quest’ultimo, oggi 61enne, ex poliziotto (nato a Santa Sofia), è stato arrestato il 29 novembre 1994. Il 14 dicembre del 2011 gli è stata concessa la semilibertà e nel luglio del 2018 è stato ammesso alla liberazione condizionale. In altre parole, era libero. Ma il 10 agosto del 2022 interviene il decreto di sospensione della liberazione condizionale (con proposta di revoca della stessa) e pochi giorni dopo, il 24 agosto 2022, gli viene revocata dal Tribunale di Sorveglianza di Venezia. Ripristinato l’ergastolo, per lui è quindi tutto da rifare. Occhipinti infatti ha patteggiato due anni per maltrattamenti alla nuova compagna. Ora, ha ricominciato un percorso di revisione critica.
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Il legale: “Occhipinti aveva portato a termine un percorso”
“Occhipinti aveva compiuto e portato a termine un percorso che è stato attestato in numerosi provvedimenti dell’autorità giudiziaria – spiega l’avvocato Micele – che, ancora prima, gli aveva concesso permessi premio”. Uno, ad esempio, gli fu dato per partecipare alla Via Crucis a Sarmeola di Rubano, nel Padovano, assieme ad altri detenuti. Era accompagnato da alcuni operatori sociali.
Poi le botte alla compagna e di nuovo il carcere
Nella richiesta della semilibertà, poi, il Tribunale di Sorveglianza, nel provvedimento, spiega che il suo pentimento è autentico, che ha rivisitato in modo critico il suo passato e non è socialmente pericoloso. “Quei benefici avevano trovato attestazione tramite una verifica approfondita del percorso compiuto”. Poi, però, le botte alla compagna e di nuovo il carcere.
L’avvocato Micele: “Ha chiuso con quel capitolo buio della sua vita”
Ma Occhipinti “quando iniziò, anni fa, quel primo percorso di revisione critica in carcere, aveva sentito subito la necessità di chiedere perdono ai familiari delle vittime. Ha preso le distanze da tutto quel periodo e da quelle azioni – sottolinea l’avvocato Micele – e dice di avere chiuso con quel capitolo buio della sua vita”. Il capitolo Uno Bianca. “Non potrà mai esserci perdono da parte mia”, ha detto Veronica, la figlia di Beccari, in una lunga intervista al Carlino.