La grande fotografia è in mostra al museo M9 di Mestre con due esposizioni dedicate, rispettivamente, ai paesaggi dell’altopiano di Asiago e al racconto dell’Italia nel dopoguerra. La direttrice Serena Bertolucci le ha presentate oggi, 5 giugno, alla presenza dei curatori. La prima, intitolata ALTIPIANO. In cammino con Mario Rigoni Stern, si trova al piano terra ed è realizzata in collaborazione con Mestre Bookfest, con ingresso gratuito nei giorni del festival. Poi proseguirà fino al 23 agosto. Al primo piano si trova invece BELPAESE. A Photographic Journey, visitabile fino al 13 settembre.

Un viaggio in Italia dal dopoguerra ai giorni nostri

BELPAESE. A Photographic Journey è un progetto espositivo a cura di Denis Curti dedicato all’Italia tramite i suoi paesaggi, il tessuto sociale, i luoghi e le persone. Gli scatti provengono dalle collezioni della Fondazione di Venezia e permettono di ripercorrere la storia collettiva italiana nel corso di un secolo: attraverso lo sguardo di grandi fotografi, BELPAESE racconta la trasformazione della società, la condizione dell’uomo, i suoi rapporti con il territorio.

«La fotografia compie 200 anni e questa mostra è un’ulteriore celebrazione – ha spiegato Curti -. Nasce perché la Fondazione ha voluto conservare il fondo di Italo Zannier, pioniere della storia della fotografia, che aveva messo insieme una biblioteca personale di 15mila volumi e duemila fotografie. La selezione è stata fatta pensando al Belpaese con uno sguardo particolare: non c’è solo il paesaggio come veduta, ma anche quello umano e quello metropolitano. Abbiamo fotografi poeti-interpreti e fotografi documentaristi, con una lettura del territorio che arriva anche dall’esperienza neorealista».

Il focus della mostra è circoscritto a un segmento della storia italiana collettiva che va dal secondo dopoguerra fino ai giorni nostri: il periodo in cui l’Italia ha trasformato il suo volto, dalla ricostruzione alle sfide del presente. Si possono ammirare 50 opere tra cui scatti di Mario Giacomelli, Ferdinando Scianna, Italo Zannier, Aldo Beltrame, Fulvio Roiter, Nino Migliori, Tazio Secchiaroli, Luca Campigotto, Mimmo Jodice, Maurizio Galimberti, Gianni Berengo Gardin, Francesca Spanio, Elio Luxardo e Elisabetta Catalano.

I luoghi di Mario Rigoni Stern

L’altra mostra, ALTIPIANO. Escursioni nell’opera e nel paesaggio di Mario Rigoni Stern, è a cura di Loïc Seron e propone un’indagine fotografica dedicata all’altopiano di Asiago attraverso l’opera letteraria di Rigoni Stern. È un dialogo intimo tra fotografia e letteratura: Loïc Seron ha percorso i luoghi descritti dallo scrittore in ogni stagione, trasformando il paesaggio in un elemento narrativo dove si intrecciano memoria, ecologia e ricerca di armonia tra l’uomo e la natura. «Non è fotografia pura, è la storia di un popolo di e una terra particolare – spiega il curatore -. Il messaggio è che gli uomini possono convivere con la natura, e gli uni con gli altri, in modo equilibrato».

Seron ha scelto di tradurre in immagini le suggestioni evocate dall’opera di Rigoni Stern, compiendo un’escursione affettiva nei luoghi che lo scrittore ha trasformato in letteratura. Con una metodologia rigorosa, ha percorso l’altopiano in ogni stagione, a partire dalla primavera del 2014. Le sue fotografie, sia a colori che in bianco e nero, non ricercano l’effetto spettacolare, ma piuttosto l’essenza dei luoghi.



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