Se il venerdì del Gran Premio d’Ungheria non è stato solo un fuoco di paglia, Pedro Acosta può iniziare veramente ad accarezzare il sogno di andare a caccia della sua prima vittoria in MotoGP. Dopo essere già stato veloce in mattinata, il pilota della KTM ha letteralmente dominato il turno pomeridiano, rifilando dei distacchi pesanti a tutta la concorrenza, a dispetto di un tracciato breve e non particolarmente selettivo.
Lo spagnolo è stato il solo capace di infrangere il muro dell’1’37” con il suo 1’36″827, che lo avvicina parecchio al record del Balaton Park. Ma non è tanto questo ad impressionare, quanto il distacco di ben 413 millesimi che ha rifilato al primo degli inseguitori, che è Fabio Di Giannantonio con la Ducati della Pertamina Enduro VR46.
Si sono messe particolarmente in evidenza le due Aprilia del Trackhouse Racing, che in questa occasione sono state più veloci di quelle del team ufficiale, con Raul Fernandez che si è arrampicato fino alla terza posizione, staccato di poco più di mezzo secondo. Il suo compagno di box Ai Ogura ha invece piazzato al quinto posto la RS-GP gemella in 1’37″481.
Tra i due portacolori della squadra statunitense, sulle cui Aprilia ha debuttato il main sponsor SuperFile, si è infilato Fermin Aldeguer, che è stato particolarmente veloce con la Ducati GP25 con i colori del Gresini Racing. Piano piano, lo spagnolo sta superando i suoi problemi fisici e si sta riaffacciando nelle posizioni che contano.
Bisogna scendere fino al sesto posto per trovare il leader iridato Marco Bezzecchi, la cui Aprilia è parsa più bilanciata rispetto a stamattina. In ogni caso, il riminese si è visto rifilare ben 675 millesimi da Acosta. Così come dietro di lui Marc Marquez ne paga ben 733 dopo essere stato il più veloce nella FP1. Nel pomeriggio il ducatista è tornato con i piedi per terra, dando la sensazione di riuscire a fare un tempo, ma di non avere ancora troppo passo, molto probabilmente a causa delle sue condizioni fisiche ancora precarie.
Un bravo se lo merita Diogo Moreira, che per la seconda gara di fila ha centrato la Q2, confermandosi anche il migliore tra i piloti Honda. Il rookie brasiliano si è infilato in ottava posizione in 1’37″708, precedendo di appena 26 millesimi l’altra Aprilia di Jorge Martin.
Alla fine tutti i marchi sono già rappresentati in Q2, perché in decima posizione troviamo Jack Miller con la Yamaha del Prima Pramac Racing. L’australiano ha avuto la meglio per poco più di un decimo nei confronti delle altre M1 di Fabio Quartararo e di un Toprak Razgatlioglu che comunque si è confermato più brillante del solito su una pista più “stop and go” e che richiede poca scorrevolezza.
Sono ben quattro quindi i piloti italiani che dovranno affrontare la Q1, a partire da Luca Marini, che con la sua Honda non è andato oltre al 13° tempo, giusto davanti a Pecco Bagnaia. Il pilota della Ducati ha faticato molto a mettere insieme un giro, finendo spesso lungo in staccata nelle chicane, poi quando finalmente c’è riuscito ha rischiato di cadere alla penultima curva, con un errore che lo ha sicuramente privato di un posto tra i primi deici, visto che lo ha mancato per appena due decimi.
In Q1 c’è anche Enea Bastianini, che segue Bagnaia in 15° posizione con la sua KTM Tech3, ma lo stesso vale anche per Franco Morbidelli, 20° con la Ducati della Pertamina Enduro VR46. Merita di essere sottolineata invece la prestazione di Iker Lecuona, che al debutto sulla Ducati del Gresini Racing, sulla quale sostituisce l’infortunato Alex Marquez, ha chiuso con il 17° tempo, in linea con quello di Bagnaia. Anzi, senza una bandiera gialla all’ultimo giro, lo spagnolo forse sarebbe potuto entrare anche in Q2.
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