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In natura, era ormai stato considerato estinto da almeno quarant’anni. Piccolo e fragile, colorato come un arcobaleno d’autunno, la speranza di riportarlo in vita, era ormai ridotta al lumicino. Tutto, nonostante gli sforzi e il lavoro incessanti, messi in campo dal team di studiosi e ricercatori,  specializzato, del National Aviary, organizzazione di stanza a Pittsburgh, in Pennsylvania.


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Sterminato dall’isola di Guam, perla della Micronesia incastonata nel Pacifico Occidentale per colpa del famigerato serpente bruno arboricolo, del piccolo uccellino, noto localmente con il nome di Sihek, si erano perse le tracce già dalla fine degli anni ottanta.

Tanto che, gli studiosi, erano riusciti a salvarne soltanto una trentina di esemplari. Decisamente pochi per pensare nella riuscita di un progetto tanto ambizioso. Eppure, soprattutto nell’ultimo periodo, anche grazie al trasferimento di alcuni individui rilasciati nella Riserva Naturale sull’Atollo di Palmyra, località decisamente più selvaggia di Guam ma priva del famigerato serpente, la speranza aveva fatto sognare. 

Purtroppo, però, quel sogno sarebbe rimasto ancora nel cassetto. Da Mames e Langet, una delle coppie facenti parte del progetto, nonostante la deposizione, non si riuscirono ad ottenere che delle uova sterili. “Evento affatto raro, spiegarono gli studiosi del Centro, nelle coppie alla prima deposizione”. Poi, la sorpresa che non ti aspetti. Sì perché stavolta, il miracolo non è arrivato dal bel mezzo del Pacifico ma da casa propria. E allora, trascorso il tempo necessario per i dovuti controlli, alla fine è stato proprio il National Aviary a comunicare il lieto evento. “Siamo felici di annunciare, ha dichiarato un portavoce del Centro, la schiusa e l’involo di un maschio di Martin pescatore di Guam”. E poi, “Il nostro primo Sihek del 2026 è nato il 19 aprile e ha spiccato il suo primo volo, il 27 maggio”. Infine, “Il piccolo, si unirà al Programma di Recupero volto a far crescere questa popolazione, estinta in natura”. Serpenti permettendo. 


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