Álvarez ritiene che l’automazione stia già rivoluzionando processi come la generazione di layout, la documentazione tecnica o le visualizzazioni preliminari, consentendo di guadagnare in efficienza e di esplorare più alternative progettuali. Tuttavia, avverte che il vero valore continuerà a risiedere nella capacità umana di interpretare il contesto, comprendere il cliente e prendere decisioni con sensibilità e giudizio. “La differenza non starà nel saper premere un pulsante, ma nel sapere cosa chiedere, come valutare il risultato e quando scartarlo”, spiega.
L’esperto mette inoltre in guardia dal rischio di banalizzare l’architettura attraverso immagini suggestive ma vuote di contenuto. “Se lo studio delega la decisione estetica al cento per cento allo strumento, diventa uno studio irrilevante e prevedibile”, sottolinea. Per questo motivo, insiste sul fatto che il futuro della professione dipenderà dalla combinazione di tecnologia, pensiero critico e responsabilità costruttiva per sviluppare progetti validi e coerenti con un reale impatto sociale.
Quali attività di progettazione architettonica saranno automatizzate dall’IA (e quali no)?
Molte attività di bassa o media complessità sono già state e saranno automatizzate: generazione di varianti iniziali, moodboard, analisi delle superfici, controlli normativi di base, misurazioni, rendering generali preliminari o corrispondenza di layout. “Quest’ultimo è il più potente, a mio avviso”, afferma Álvarez. “I programmi di architettura generativa stanno ottenendo il 3% in più di unità abitative in progetti che erano già stati considerati buoni, il che implica un beneficio e un’efficienza notevoli”.
Secondo gli esperti, l’IA ha accelerato i processi che erano già iniziati con i modelli BIM (Building Information Modeling), quando questi vengono utilizzati per mostrare un progetto al cliente. “Ora possiamo rendere le nostre proposte molto più comprensibili ai clienti. Tutto questo senza dimenticare che il controllo che abbiamo sull’intero progetto e sul lavoro può essere aumentato, il che porta maggiore qualità agli incarichi professionali”, afferma Bermejo.