A volte sembrava che la cronaca non la inseguisse, ma la precedesse. Che le cose le facesse addirittura ’capitare’, magari innescandole con il suo inconfondibile fischio lanciato per attirare l’attenzione, in cerca dello ‘sguardo in camera’: un richiamo che non conosceva gerarchie sociali, ma che, come una livella, veniva rivolto a chiunque, dai più umili ai più potenti, senza inutili formalismi.

Sante Montanari, lo storico fotografo del Carlino scomparso nel 2022, avrebbe compiuto oggi 90 anni. Una data importante che la figlia Anna Maria insieme a Cristiano Frasca, suo successore sulle pagine del quotidiano, hanno voluto omaggiare nel modo preferito di Sante: con la fotografia. Anzi, con le fotografie. Le centinaia che ha scattato lui, capaci di immortalare 50 anni di storia, dagli anni Sessanta ai primi anni Duemila, quando il passaggio al digitale ha reso più lacunosi i suoi archivi. I colleghi, infatti, ricordano bene quando Sante, dopo aver consegnato le foto in redazione, spezzava in due il floppy e lo gettava sprezzante nel cestino: quasi un piccolo esorcismo per liberarsi di una tecnologia che non accettò mai fino in fondo. Gli archivi precedenti, quelli fatti di carta e pellicola, invece, sono intatti, o quasi: la figlia li salvò anche dall’alluvione del 2023 e ora si è cimentata nell’arduo compito di riordinarli.

“Anna Maria – racconta Frasca – ha faticosamente decifrato la logica di catalogazione, poi abbiamo cominciato a cercare un filo conduttore. Ci siamo riusciti anche grazie allo storico Mario Proli che ci ha aiutato a riconoscere tutti i personaggi e le situazioni, mentre Alessandra Salieri ha offerto una consulenza sugli aspetti tecnici e stilistici”. La finalità dell’operazione? Dare vita a una mostra da inaugurare in ottobre, in concomitanza con la grande mostra fotografica al San Domenico. L’esposizione dovrebbe raccogliere circa 500 scatti legati alla cronaca forlivese, escludendo del tutto lo sport, al quale Sante teneva moltissimo e che dovrà essere oggetto di un capitolo a sé, ancora da progettare.

“Quando veniva a casa a sviluppare – ricorda Anna Maria – io stavo lì e le guardavo una per una, anche quelle meno adatte agli occhi di una bambina. Adesso fare questo lavoro di riordino è stato un po’ come tornare indietro a quei giorni, come se fosse ancora con me”. Per quanti hanno voluto bene a Sante il progetto sarà proprio questo, un modo di sentirlo ancora vivo attraverso i suoi scatti, ma per tutti sarà un tuffo nella storia della città, alla scoperta di un passato che la fallibilità della memoria rischia di cancellare. Proprio per tenerlo vivo, in occasione del novantesimo anniversario di Sante Montanari, è stata fondata un’associazione dal nome che strapperà un sorriso a tanti: ‘Uei bibo’. Era proprio così che Sante chiamava tutti, con quello stile sfrontato e irriverente che l’ha reso indimenticabile. L’associazione si propone di raccogliere fondi per realizzare la mostra, ma anche aneddoti e testimonianze che possano dare corpo e vita alle immagini. Per aderire e offrire il proprio contributo, mandare una mail all’indirizzo ueibibo90@gmail.com.