L’azzurro del Liverpool: “Con i Reds poca continuità, sono pronto a lottare per un posto ovunque”

Filippo Cornacchia e Fabiana Della Valle

6 giugno 2026 (modifica alle 09:00) – MILANO

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L’estate di Federico Chiesa è cominciata come un anno fa, nel buen ritiro di Forte dei Marmi, con l’inseparabile moglie Lucia, i cani e l’affetto della famiglia. La seconda stagione al Liverpool si è chiusa con 726 minuti in campo e 3 gol, troppo poco per potersi sentire appagato. “Ero partito bene, con minuti e gol, ed ero contento. Poi però l’annata è terminata in maniera diversa da come me la sarei aspettata. Ma il calcio è anche questo”. Ora lo attendono vacanze di lavoro, con il minuzioso programma di allenamenti del club da seguire, e poi una nuova avventura. Magari in Serie A. L’importante è tornare al centro del villaggio, anche in azzurro. 

Chiesa, cosa non ha funzionato? 

“Il minutaggio. Dall’inizio del 2026 ho giocato veramente poco. Col Liverpool ho un gran rapporto, a gennaio il club e Slot mi dissero che non potevo andare via, c’era bisogno di me anche per una questione numerica. Eravamo in emergenza. Ho capito la situazione e sono rimasto col sorriso, si parla sempre di Liverpool, lo scorso anno mi hanno fatto vincere la Premier. Eppure…”. 

Eppure poteva tornare alla Juventus: giusto? 

“Il Liverpool mi aveva informato, poi la trattativa con la Juve non è andata a buon fine”. 

Si è detto di tutto sul suo forfait con l’Italia di marzo a ridosso degli spareggi per il Mondiale: qual è la verità? 

“L’ha già detta Gattuso, che ringrazio. Rino è un uomo fantastico, raro per il mondo del calcio. Purtroppo gli infortuni capitano e io sono arrivato a Coverciano con dei problemi fisici. Infatti sono stato rimandato a casa dopo un consulto con i medici e sono stato fermo una settimana e mezzo col Liverpool. Capisco che la gente in un momento del genere possa pensare ad altro, ma io ho anche vinto con la Nazionale! Qualcuno a volte se lo scorda… Gioco a pallone da un po’, non commento nemmeno le offese gratuite che ho letto sui social. L’unico dolore è stato vedere l’Italia fuori dal Mondiale. Io sono molto attaccato alla maglia azzurra e ho sofferto. Non ho nemmeno voluto guardare i rigori, ero teso. Mi dispiace per i compagni, per il ct e per tutta l’Italia. Erano ed eravamo sicuri di qualificarci il giorno del raduno a Coverciano. Bisogna guardare avanti”. 

Cosa è successo all’ultima convocazione di Gattuso? Purtroppo gli infortuni capitano e io sono arrivato a Coverciano con dei problemi fisici 

Federico Chiesa

L’Italia è un capitolo chiuso? 

“No, voglio tornare protagonista, ma per riuscirci devo fare più di mille minuti a stagione nel mio club. Giocando così poco non vado da nessuna parte”. 

Nuovo ct: Mancini, Conte o Guardiola? 

“Nessuno dei tre mi stupirebbe. Con Mancini ho vinto l’Europeo, Conte ha fatto un gran lavoro con l’Italia. Guardiola è Guardiola: bisogna chiedere a Bonucci che ne ha parlato in un’intervista”. 

Quale Chiesa per il 2026-27? 

“Ripeto: voglio giocare, se non trovo continuità in Premier la devo cercare altrove. Il primo anno di Liverpool non ho praticamente giocato e nell’ultimo poco e nulla. Andrò in ritiro negli Usa, poi parlerò col club e col nuovo tecnico Iraola e vedremo”. 

Il Como è una possibilità? 

“Sono aperto a tutto, l’importante è giocare. Non ho la presunzione di dire: devo essere titolare. Sono pronto a giocarmi il posto, ovunque. Fabregas è un allenatore top, nessuno si sarebbe mai immaginato un Como così: squadra bella anche da vedere. Però mi è dispiaciuto che in Champions non sia andata la Juve”. 

“Sì, perché con l’arrivo di Spalletti, che ho avuto il piacere di conoscere in Nazionale, la Juventus aveva di nuovo equilibrio. Alla fine è andata male. Mi piacerebbe tornare in bianconero. Io non me ne sarei mai andato. Si è anche detto che pretendessi molti soldi, ma la verità è un’altra: non mi è mai stato offerto il rinnovo. Non ne abbiamo nemmeno parlato. Giuntoli e Thiago Motta mi hanno detto: “Fede, non ci servi: trovati una squadra”. Mi è andata bene, sono ripartito da una delle top 5 al mondo come il Liverpool. Però la Juventus è sempre nel mio cuore e vorrei tornarci. Non ho mai parlato di soldi con la Juve e mai lo farò”.

 Vlahovic e la Juve si sono separati a zero: chi ci perde di più? 

“Dusan è un grandissimo attaccante e lo ha dimostrato con i gol anche dopo l’ultimo infortunio. Mi dispiace, io lo avrei visto alla Juventus ancora molti anni. Bisogna capire cosa è successo dietro le quinte. La Juve perde un grandissimo 9, non ne vedo tanti come lui nel mondo. Mi sono divertito a giocare con Dusan, è uno che fa la guerra in campo. Gli voglio bene e gli auguro il meglio. Magari in Inghilterra. La Premier è il top, giocano tutti con intensità massima e all’attacco. Se tornerò in Serie A, spero vedrete un Chiesa che va ancora più forte”. 

Yildiz come sta col 10 della Juve? 

“Ci siamo accorti del suo talento già dopo i primi allenamenti, ora tocca a lui. Può diventare un big. La 10 la porta bene, ma io l’ho vista pure sulle spalle di Dybala…”. Come immagina Chiellini dopo il sesto posto della Juventus? 

“Arrabbiato. Giorgio vuole fare la storia anche da dirigente. Noi abbiamo fatto un 7°posto, ma causa penalizzazioni… E vi assicuro che non c’era un bel clima nonostante l’alibi dei punti tolti. Alla Juve devi performare contro tutti e tutto”. Spalletti la paragonò a Sinner. Se ci ripensa ora? 

“Lo ringrazio. Luciano cerca sempre soluzioni diverse, come Mancini. Ma forse il tecnico che ha segnato di più la mia carriera è stato Paulo Sousa. Ero un ragazzino della Fiorentina e mi disse: vai in campo e gioca. È stato fondamentale. Di allenatori forti ne ho avuti parecchi: Pioli, Allegri. Max era scaramantico: quando vincevamo, nella riunione tecnica successiva ripeteva alcune frasi della partita precedente”. 

La Fiorentina, dopo un anno travagliato, vuole tornare in alto col ds Paratici: sensazioni? 

“Non mi sarei mai immaginato la Fiorentina così in basso, la scorsa estate pensavo lottassero per le Coppe. Io ci tengo, alla Viola. Paratici è un grande dirigente, ha vinto alla Juve e ha messo la firma anche nell’Europa League del Tottenham”. 

In Italia si guarda al Liverpool: l’Inter punta Jones, la Juve non perde le speranze per Alisson. 

“Jones mi ha chiesto solo come si vive in Italia. Gli ho detto che si sta benissimo e il meteo è migliore di Liverpool, che a parte quello è un posto speciale. Jones è davvero forte tecnicamente, fa bene l’Inter a pensarci. Alisson? Da quello che sento, resta in Inghilterra: poi vediamo. Parliamo di uno dei migliori cinque portieri al mondo. È un leader fantastico, ha vinto tutto e fa la differenza in campo e nello spogliatoio. Ho passato tanto tempo con lui e Mac Allister”.

Se al mare le chiedono di Salah? 

“Racconto i suoi ultimi giorni a Liverpool. Pur essendo una leggenda e pur avendo mille emozioni per l’addio, ha avuto un pensiero per tutti e ci ha ringraziato per essere stati suoi compagni. A me ha regalato una maglia con una dedica bella e privata. Salah ha un cuore immenso ed è ancora legato all’Italia: parla sempre di Firenze e Roma”. 

Con Ronaldo alla Juve e con Salah al Liverpool: extraterrestri? 

“CR7 è super. Però se lo scorso anno in Champions fossimo arrivati alla fine, Momo avrebbe potuto vincere il Pallone d’oro. Fame e mentalità sono simili, poi uno ha 5 Palloni d’oro e l’altro no”. 

“Chiesa gioca sempre a testa bassa”. È una critica che patisce? 

“Va bene, giocherò a testa bassa… Fastidio? Guardo la mia carriera: qualcosa ho vinto e ho giocato in club forti. E qualche assist l’ho fatto, ne ricordo uno bello a Ronaldo. Con lui devi alzarla, la testa. Cris diceva sempre: area, area… Voleva i cross e aveva ragione: saltava il doppio degli altri”. 

Come marito si darebbe sempre un 10 e lode come un anno fa? 

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“Ho cominciato a cucinare, chiedete a Lucia. Il piatto Chiesa? Il risotto allo zafferano”.