di
Anna Campaniello
Il funzionario si faceva consegnare le marche da bollo da 16 euro ciascuna dalle imprese di onoranze funebri, ma poi sulle pratiche incollava altri adesivi rimossi da vecchi documenti
Ritirava le marche da bollo ma, anziché applicarle sulle pratiche dei defunti, un dipendente dell’ufficio Stato civile del Comune di Como le avrebbe intascate direttamente. Valori bollati da 16 euro ciascuno, sottratti uno dopo l’altro da più di 1.700 documenti, per un totale di quasi 28mila euro.
La Guardia di finanza ha avviato gli accertamenti dopo che erano emerse alcune anomalie sulle pratiche dell’ufficio morti dello stato civile del Comune. Gli accertamenti dei finanzieri del nucleo di polizia economico finanziaria di Como si sono concentrati soprattutto sulla corretta applicazione delle marche da bollo sulle pratiche di cremazione e di dispersione delle ceneri dei defunti. Sono stati sequestrati oltre 4.900 fascicoli mortuari relativi a decessi avvenuti tra il 2022 e il 2025.
Le Fiamme gialle hanno ricostruito la modalità di azione del dipendente. Il funzionario si faceva consegnare le marche da bollo, talvolta anche in numero superiore a quello necessario, dalle imprese di onoranze funebri, ma non le applicava sulle pratiche. Sui documenti controllate infatti sono stati trovati valori bollati rimossi da altre pratiche, utilizzati anche tre volte oppure con il numero di serie modificato a penna. Il totale sottratto ammonterebbe a 27.904 euro.
L’impiegato è stato denunciato con l’accusa di peculato, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, soppressione e distruzione di atti veri nonché di falsificazione di valori di bollo. Disposto nei suoi confronti l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, oltre al sequestro preventivo per la successiva confisca del valore totale delle marche da bollo che avrebbe sottratto al Comune.
APPROFONDISCI CON IL PODCAST
Vai a tutte le notizie di Milano
Iscriviti alla newsletter di Corriere Milano
5 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 10:42)
© RIPRODUZIONE RISERVATA