La polacca non ha sponsor: partita da n.114, oggi alle 15 sfida in finale la russa Andreeva e anche perdendo incasserà più di quanto guadagnato in carriera
Giornalista
6 giugno 2026 (modifica alle 11:15) – MILANO
Mentre avanzava clamorosamente nel tabellone principale del Roland Garros, lei che in carriera aveva vinto una sola partita in uno Slam, la preoccupazione principale di Maja Chwalinska era trovare i quattrini per pagarsi l’albergo a Parigi. Numero 114 del mondo, proveniente dalle qualificazioni, non avrebbe mai immaginato di restare nella capitale francese per ben tre settimane. “Spero di avere abbastanza soldi. So che guadagnerò molto qui, ma i fondi non vengono trasferiti rapidamente. Pregate per me”, aveva detto dopo gli ottavi. L’azienda polacca Oshee, già partner dell’amica e numero 3 del mondo Iga Swiatek, ha raccolto l’appello ed è intervenuta coprendo il soggiorno di Maja e della madre Marcela. Il suo logo, ora, campeggia sulla maglia dell’outsider proveniente dalla Polonia, insieme a quello di un’altra società locale (Xtb). Il palcoscenico del grande tennis le ha portato in dote i primi sponsor. Non ancora quello tecnico. Gli outfit cambiano di partita in partita: una volta Nike, un’altra Lacoste. “Mi compro da sola i completi e gioco con quelli che ho”, ha spiegato. Presto le cose cambieranno.
premi—
Oggi, alle 15, Maja disputerà la finale del singolare femminile contro la teenager rampante Mirra Andreeva. Il suo torneo, in fondo, l’ha già vinto. Anche in caso di sconfitta, porterà a casa un assegno da 1,4 milioni di euro. Al lordo delle tasse, certo, ma comunque quasi il doppio di quanto abbia incassato in premi durante tutta la carriera (864 mila dollari). “Mi sembra di vivere in una bolla. Non so bene cosa stia succedendo”, ha raccontato in questi giorni. Il periodo più duro della sua vita – la depressione che nel 2021 la indusse a prendersi una pausa di qualche mese dal tennis – è ormai un lontano ricordo. L’ex promessa juniores, a 24 anni, ha finalmente sprigionato il suo talento: lunedì, nella peggiore delle ipotesi, salirà al 21° posto del ranking WTA (al 14° in caso di trionfo).
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stile—
Quella di Chwalinska è una favola d’altri tempi, come il suo gioco. In un tour dominato dalle wonder women, questo scricciolo di 164 centimetri si affida a un repertorio vario, tra pallonetti e smorzate. “So di giocare un tennis diverso rispetto alla maggior parte delle ragazze del circuito. Non ho le caratteristiche fisiche per giocare con grande forza, quindi ho dovuto sviluppare armi diverse”. Anche l’atto conclusivo di Parigi sarà un contrasto di stili. La russa Mirra Andreeva, a soli 19 anni, è già numero 8 del mondo: vincendo oggi diventerebbe la più giovane campionessa del Roland Garros dai tempi di Monica Seles (1992).
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