di
Francesca Sala
Erano ragazze cresciute nello sport, in una casa dove lo sci di fondo fa parte della quotidianità. Il fratello Teo Galli è stato protagonista negli ultimi anni in Nazionale
Stavano tornando da una gita a Gardaland. Una giornata di quelle che segnano l’inizio dell’estate e la fine della scuola. Invece, lungo la Sebina Orientale, nel Bresciano, il viaggio si è fermato per sempre. Camilla e Dana Galli, sorelle di Livigno di 23 e 14 anni (ne avrebbe compiuti 15 tra pochi giorni) sono morte giovedì sera in uno spaventoso incidente stradale. Una tragedia che ha travolto una famiglia conosciuta da tutti e colpito al cuore un intero paese.
Erano ragazze cresciute nello sport. In una casa dove lo sci di fondo non era soltanto una disciplina, ma parte della quotidianità. Dana era una delle promesse più interessanti del movimento giovanile italiano. Camilla, più grande, aveva mantenuto un forte legame con quell’ambiente, lavorando nel negozio di articoli sportivi del cugino. L’incidente è avvenuto sulla Sp510, a Iseo. L’auto sulla quale viaggiavano si è scontrata frontalmente con una vettura che procedeva in senso opposto all’uscita di una galleria. L’impatto è stato devastante. Per Camilla e Dana non c’è stato nulla da fare. Ferito il conducente dell’altra automobile.
A Livigno la notizia è arrivata in serata: una comunità di poco più di seimila abitanti dove tutti conoscono tutti. E dove il cognome Galli è legato all’impegno nello sport. La sorella più piccola frequentava il primo anno di Ragioneria all’Istituto Alberti di Bormio. Gli scrutini erano alle porte. Gli allenamenti pure. Aveva costruito risultati importanti nonostante la giovanissima età. Negli ultimi mesi aveva conquistato il secondo posto nella Coppa Italia Giovani di Saint-Barthélemy, categoria Under 16, e la medaglia d’argento nella staffetta ai Campionati italiani Allievi. Traguardi che avevano confermato il talento di una ragazza cresciuta sugli sci seguendo le orme del fratello Teo, uno dei riferimenti dello sci di fondo azzurro giovanile, protagonista negli ultimi anni in Nazionale.
Con lui e con l’altro fratello Alex, Dana aveva condiviso una crescita scandita da allenamenti, gare e trasferte. Una passione trasmessa dai genitori, Bruno Galli e Catia Cusini, oggi travolti da un dolore impossibile da misurare. «Era una ragazza solare, sempre disponibile, con un sorriso che arrivava prima delle parole», raccontano gli insegnanti. Camilla lavorava nel negozio di articoli sportivi del cugino. In paese la ricordano per il carattere riservato e gentile. «Entravi e ti accoglieva sempre con il sorriso», dicono gli amici.
La Federazione italiana sport invernali ha espresso la propria vicinanza alla famiglia con un messaggio di cordoglio, mentre per lunedì, giorno dei funerali, il sindaco Remo Galli ha proclamato il lutto cittadino. «Non ci sono parole di fronte a questa tragedia», lo sconforto del primo cittadino. A Livigno, intanto, molte iniziative pubbliche sono state sospese. Nelle scuole, nelle società sportive, nei luoghi di lavoro si parla delle sorelle Galli. Dei loro sorrisi. Della loro educazione. Della normalità delle loro vite improvvisamente spezzate.
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6 giugno 2026
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