di
Antonella Mollica
Nelle carte i riferimenti a persone che potrebbero avere «notizie riservate su Berlusconi»
Nove omissis in un provvedimento di appena cinque pagine. E diversi nomi cancellati. Nel decreto di archiviazione del gip di Firenze sull’ex senatore Marcello Dell’Utri, braccio destro di Silvio Berlusconi, si racconta qualcosa e si nasconde molto.
Quegli spazi bianchi però indicano chiaramente che la Procura sta continuando a lavorare sotto traccia e per questo il gip ha ridotto al minimo il contenuto del provvedimento. Dell’Utri, 84 anni, ha già scontato una condanna definitiva a 7 anni per concorso esterno in associazione mafiosa.
Secondo la sentenza sarebbe stato il garante dell’accordo tra Silvio Berlusconi e Cosa nostra. A Firenze, nell’ultima inchiesta archiviata, era indagato per aver istigato e sollecitato il boss stragista Giuseppe Graviano a organizzare la campagna di attentati nel «Continente» nel 1993. Secondo l’accusa dei pm fiorentini Dell’Utri avrebbe svolto un ruolo di «indicatore dei luoghi» in cui mettere a segno le stragi per creare un clima di terrore funzionale al progetto politico di Forza Italia. Un’ipotesi giudicata fantasiosa dai difensori di Dell’Utri.
A dicembre, allo scadere dei termini massimi per le indagini preliminari, la Procura è stata costretta a chiedere l’archiviazione, come già avvenuto per altre cinque volte a partire dal 1996. E la gip Patrizia Martucci ha archiviato ritenendo che non vi siano prove per dimostrare l’ipotesi della Procura. «Sebbene si configuri un quadro indiziario significativo sulla posizione di Dell’Utri — ha scritto la gip — non vi sono elementi che consentano di formulare una ragionevole previsione di condanna».
Ma questo non significa che tutto il materiale raccolto andrà perso. Nel decreto di archiviazione, tra i vari omissis, si fa riferimento ad alcune persone che potrebbero avere «notizie estremamente riservate su Berlusconi mai veicolate alla magistratura» e su qualcuno che potrebbe avere raccolto confidenze.
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Nel provvedimento si citano tra le novità l’audizione di Nunzio Samuele Calamucci, coinvolto nell’inchiesta Equalize (ascoltato a settembre a proposito di un’annotazione degli anni Ottanta firmata dall’ex carabiniere del Ros Vincenzo De Marzio).
«Ci auguriamo che si tratti solo di un’archiviazione tecnica, come avvenuto già in passato — il disappunto dell’Associazione strage dei Georgofili — ma che possa poi continuare il filone di indagini».
Intanto per Dell’Utri e la moglie a luglio si aprirà il processo a Milano per violazione della legge Rognoni La Torre. Dopo la condanna per mafia, dieci anni fa, l’ex senatore non avrebbe comunicato tutte le entrate e le uscite dai propri conti bancari, comprese le donazioni ricevute da Berlusconi, così come prevede la normativa antimafia. Per questo la Procura di Firenze, che iniziò le indagini poi trasferite per competenza a Milano, aveva fatto sequestrare 10 milioni e 840 mila euro. Negli anni Berlusconi ha versato oltre 32 milioni di euro all’amico e ha acquistato la villa dell’amico sul lago di Como.
Tra gli inquirenti c’è molta attesa per le prossime dichiarazioni di Graviano annunciate per il 22 giugno al processo d’appello bis ’Ndrangheta stragista in corso a Reggio Calabria che vede imputati esponenti di Cosa nostra e ’ndrangheta per la strategia terroristica eversiva negli anni Novanta. Sono state proprio le parole di Graviano, intercettato nel carcere di Ascoli Piceno, a far riaprire per la quarta volta a Firenze, nel settembre 2017, le indagini sui mandanti a volto coperto.
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6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 10:48)
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