Nell’ultima parte di stagione i bianconeri hanno palesato diversi limiti nell’impostazione con i difensori centrali e il tecnico vorrebbe colmare questa lacuna con un suo “vecchio pallino”
Nel calcio moderno, soprattutto nelle grandi squadre, saper marcare, vincere duelli e fermare gli avversari non è l’unica cosa che conta per un difensore. Essere bravi nell’impostazione e avere piedi educati è sempre più importante, per dare alternative di gioco e risultare meno prevedibili nell’avvio dell’azione. Nel caso della Juve, Spalletti non ha mai nascosto che questa è una delle lacune che la sua squadra ha palesato nel corso della stagione e che vorrebbe risolvere con il mercato. Ed è così che ha pensato a un suo “vecchio pallino”, con cui ha condiviso la gioia dello scudetto napoletano nel 2023: Kim Min-jae. L’idea sarebbe quella di cedere Bremer e portare a Torino il coreano in prestito. Ma perché l’allenatore della Juve lo preferirebbe al brasiliano?
spalletti e il legame con kim—
Quello tra Spalletti e l’attuale difensore del Bayern è stato un vero colpo di fulmine. “Kim è un difensore da Champions, un ragazzo magnifico e nell’esecutività è una roba impressionante”, ha detto di lui il tecnico toscano. “Scelsi il Napoli per lui”, aveva replicato il coreano. Che, nella squadra Campione d’Italia nel 2022-23, si era affermato come il miglior difensore del campionato, grazie alla sua capacità di difendere in campo aperto con un mix di forza, tempismo e velocità. Ma, soprattutto, per la sua abilità nel far partire l’azione: Kim aveva chiuso quella stagione con una media di 75 passaggi riusciti a partita (con una percentuale del 91%) e 93,5 tocchi di palla a gara. Numeri che sta confermando anche in Bundesliga, dove, nell’ultima stagione, secondo le statistiche di DataMB, domina per passaggi riusciti, percentuale di palloni giocati in avanti, conduzioni e passaggi progressivi.
juve, perché bremer può partite—
Caratteristiche che Spalletti, nei primi mesi dell’esperienza juventina, aveva intravisto anche in Bremer. “È un giocatore fortissimo in tutte le sue espressioni, che deve migliorare quando ha palla tra i piedi dove ha potenzialità enormi – aveva detto il tecnico toscano a gennaio -. Ti affetta in un attimo i reparti avversari”. In verità, però, il brasiliano sul campo non è mai riuscito a mostrare quanto il suo allenatore si aspettava. E il confronto con Kim, sotto il profilo dell’impostazione, è spietato: nell’ultima stagione il difensore del Bayern ha effettuato più del doppio dei passaggi in avanti a partita del brasiliano (20,4 contro 8,2) e più del quadruplo di conduzioni palla a partita (0,9 contro 0,2). Ecco perché Spalletti, nell’ottica della costruzione di una Juve che domini il gioco, lo preferirebbe a Bremer.
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