Al Festival di Parma, l’ex ct parla dell’amico di una vita: “Ho perso un punto di riferimento, avevamo un rapporto unico”

L’amicizia con Gianluca Vialli, la fantastica esperienza alla Sampdoria, Boskov, Eriksson, Chivu ma soprattutto il successo Europeo nel 2021, l’ultima gioia che ci ha regalato la Nazionale e che a pochi giorni dall’inizio dei Mondiali, dove l’Italia non ci sarà, ci riporta indietro a momenti felici. Roberto Mancini si racconta sul palco del Teatro Regio di Parma in occasione del terzo Festival della Serie A, dove ha ricevuto il premio di tecnico leggendario. “Negli ultimi anni non ho avuto quello che cercavo – confessa l’ex ct, che dopo l’Italia ha guidato la nazionale araba -. Spero che in Italia mi ricordino in modo positivo, i ragazzi che all’epoca erano adolescenti mi ringraziano”. Nessun accenno al possibile ritorno sulla panchina azzurra, solo una frase sibillina: “Mi manca ancora qualcosa nella carriera di allenatore”. Chissà che non sia un’altra esperienza da ct dell’Italia.

balotelli—  

“Parma per me una città speciale, ho vissuto tanti momenti unici segnando uno dei gol più belli della mia carriera. Offese ne ho ricevute tante ma non sono molto importanti, a volte vanno accettate a volte lasciate andare… Spesso ho chiesto scusa, capita a tutti di sbagliare. Balotelli è stato un grande calciatore, ha fatto di tutto per autosabotarsi per le qualità che aveva. È anche un bravo ragazzo, non tutti lo conoscono”.

vialli—  

“Ho perso un amico che lo è stato per tutta la vita, abbiamo passato insieme gli anni più belli, abbiamo vinto tanto e alla Samp abbiamo costruito qualcosa di speciale. Luca era unico, uno degli attaccanti più forti del mondo. Mi è mancato un punto di riferimento, per me è come aver perso un fratello. Non ci sono parole in quell’abbraccio dopo il successo a Euro 2021, però c’era tutto: siamo tornati a Wembley 30 anni dopo aver perso la Coppa Campioni con la Samp. Nei suoi ultimi anni Luca ha mostrato una forza incredibile, tornava a Londra un giorno, un giorno e mezzo per fare le cure perché non voleva lasciarci. Ci ha insegnato che nella vita non bisogna sprecare niente”.

la samp—  

“Boskov sapeva che a volte andavamo a letto con le magliette della Samp, Luca e io dormivamo insieme ma a un certo punto ha iniziato a russare e ci siamo separati… Il presidente Paolo Mantovani prese 12-13 giocatori italiani e fece un capolavoro. Boskov il primo giorno ci disse che voleva vedere tutti con barba fatta e capelli tagliati. Essere allenati da lui è stata una meraviglia, ci ha fatto pensare che potevamo essere il Real. Ogni tanto ci diceva “voi siete delle merde””. Arrivammo a Londra per un torneo estivo e l’organizzazione ci diede un albergo assurdo, chiamai il presidente e ci fece spostare. L’idea di tornare alla Samp per quello che avrebbe voluto fare Luca esiste, non so se sarà un’idea percorribile. A me piaceva mirare Vialli, colpirlo e fare gol così. Luca viveva per il gol e io mi divertivo a farlo segnare”.

talento—  

“Da allenatore il talento devi averlo dentro perché non dipende più da te, devi capire tante altre cose. Il colpo di tacco su calcio d’angolo con Mihajlovic lo abbiamo provato in allenamento almeno tre volte. Maradona è Maradona, ma Messi non è una figurina. Qualcosa ha fatto in carriera anche se il tempo passa per tutti”.

euro 2021—  

“Vincere non è mai semplice, ogni vittoria è importante, la vittoria dell’Europeo ha qualcosa di speciale. In 4 anni non abbiamo mai perso, 37 risultati utili consecutivi, meglio del Brasile di Pelé. Era una squadra che faceva cose straordinarie, giocava a calcio, voleva creare qualcosa di diverso. I ragazzi sono stati bravi a crederci dall’inizio. I discorsi di Vialli erano emozionanti. Quello che fece prima della finale fu veramente incredibile”.

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eriksson, inter e chivu—  

“Eriksson era una persona incredibile, di una bontà impareggiabile, amato da tutti. Chivu l’ho preso io dall’Inter alla Roma. Quest’anno è stato straordinario. Il campionato mi è piaciuto. Io sono legato alla Nazionale dell’82, mi è mancato non aver giocato la fase finale di un Mondiale: ho preso decisioni sbagliate. Le vittorie dell’Inter erano merito di Moratti sotto la sua gestione, comprava giocatori fantastici”. L’ultimo pensiero è sempre rivolto a Vialli: “Sicuramente starà pensando: chissà quante stupidaggini sta dicendo…”. L’Italia è il passato ma potrebbe diventare pure il futuro.