Il ct ad interim chiude l’avventura in Grecia prima di passare il testimone: “Immaginate dove arriverebbero certi giocatori se avessero l’abitudine di lavorare come altrove. In questo Conte è il numero uno”
L’ultima fatica lo è per davvero: Silvio Baldini, ct ad interim, sfida la Grecia e passa il testimone. “Ho cercato di essere utile alla mia federazione, ho messo in campo tutta la mia metodologia perché – racconta – senza metodo non si va da nessuna parte…E, poi, ho avuto la fortuna di lavorare con dei ragazzi stupendi, viverli da dentro è l’eredità più bella”. Il commissario tecnico arrivato in panchina per 180’ dopo la tappa in Lussemburgo è chiamato ad alzare il livello: i greci, qui ad Heraklion, sono pronti a servire la trappola. “Chiederò alla squadra di non farsi prendere dall’emozione e di non subire la pressione ambientale: se fanno ciò che sanno, il resto viene da solo…”, racconta. Due i cambi rispetto a mercoledì sera: Ahanor per Favasulli e Ekhator per l’infortunato Cherubini. Il resto vive sulla saggezza di Donnarumma in porta e sulla capacità di muoversi di Pio Esposito là davanti: in mezzo, il centrocampo più affidabili con il fedelissimo Lipani – nell’Under Baldini non ci rinuncia mai – più Ndour e Pisilli. “I calciatori si allenano due ore, due ore e mezza al giorno, gli altri sportivi molto di più: pensate alla Brignone o ai tennisti, sempre in pista per recuperare o sempre con la racchetta in mano. Quando parlo di metodo mi riferisco a questo: immaginate dove potrebbero arrivare i giocatori se avessero l’abitudine a lavorare come fanno altrove…”, così Baldini. Per il ct ad interim “la metodologia è uno stile di vita: Conte può stare simpatico o no, ma se non vince arriva secondo perché a proposito di metodologia è il numero uno. Chi tra i ragazzi che stanno qui potrebbero fare già il salto tra i grandi? Uno è accanto a me…”, sorride. Accanto al commissario tecnico pronto a passare il testimone c’è il milanista Bartesaghi.