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L’esercito israeliano ha impiegato fosforo bianco, una sostanza incendiaria potenzialmente molto pericolosa, su aree popolate del Libano nel corso del conflitto contro Hezbollah. Lo rivela il New York Times pubblicando anche delle foto e dei video che lo dimostrano. Ad esempio, il 30 maggio scorso, a Nabatieh, sono state osservate le caratteristiche scie di fumo prodotte da questo tipo di munizione in filmati diffusi sui social media e verificati dal Times mentre le forze israeliane conquistavano il castello di Beaufort, un importante roccaforte della zona. Altri video mostrano l’uso di fosforo bianco nei pressi della città costiera di Tiro e vicino a tre centri abitati – Qlayaa, Khiam e Yohmor – nei mesi successivi alla ripresa degli scontri tra Israele ed Hezbollah. Il fosforo bianco è un’arma molto pericolosa perché a contatto con l’aria si incendia spontaneamente ed è estremamente difficile da spegnere.


APPROFONDIMENTI

La smentita dell’Idf

Spesso impiegato dalle forze armate per appiccare incendi e creare cortine di fumo durante i combattimenti, non è illegale di per sé, tuttavia il suo utilizzo deliberato contro civili o in aree densamente popolate viola le leggi internazionali di guerra.

Interpellato dal Times, l’esercito israeliano ha smentito. «Le procedure dell’Idf stabiliscono che tali proiettili non debbano essere utilizzati in aree densamente popolate, fatte salve alcune eccezioni. Ciò è conforme ai requisiti del diritto internazionale e va anche oltre quanto da esso prescritto», ha sottolineato in una nota. 

In passato l’utilizzo da parte di Israele di fosforo bianco in zone densamente popolate è stato oggetto di rapporti come quello pubblicato nel 2024 da Human Rights Watch in cui si documentava il diffuso utilizzo della sostanza in Libano mettendone in discussione la necessità ed indicando l’esistenza di alternative più sicure, come le munizione M150. Il governo libanese dall’ottobre del 2023 ha inviato quattro lettere alle Nazioni Unite sollevando preoccupazione per l’utilizzo di fosforo bianco da parte di Israele. In una di queste lettere, datata 3 luglio 2024, si citano dati governativi secondo i quali oltre 600 incendi sarebbero scoppiati a causa dell’utilizzo di fosforo biano nel Libano meridionale.


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