di
Natascia Festa
Ospite speciale della serata Can Yaman, protagonista di Sandokan. Riconoscimento anche a Portobello di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nella parte di Enzo Tortora
Carlo Verdone si specchia nel mare di Napoli dal terrazzino dell’ultimo piano dell’Hotel Royal. Non si nega ai selfie di fronte al Golfo dove affondano le origini della sua famiglia: a una risacca da qui, infatti, a Pozzuoli, nel 1894 nasceva suo nonno Oreste. È a Napoli per ricevere il Nastro d’Argento Grandi Serie come “Personaggio dell’anno” grazie a “Vita da Carlo” e “Scuola di seduzione” (Paramount +). «Sono quasi cinquant’anni che sono sui set, soprattutto Vita da Carlo è stata una fatica bella, ma enorme – dice – poi c’è stato il film, un’altra esperienza intensa che ha però concluso il mio ciclo sulle piattaforme. Il prossimo lavoro sarà per le sale». Con lui al San Carlo saranno premiati in tanti in una serata – oggi sabato 6 giugno – con Can Yaman, protagonista internazionale in Sandokan, special guest a sorpresa della sesta edizione.
Tra le serie vincitrici «Call My Agent – Italia Terza stagione» (Sky) di Simone Spada è la Migliore Commedia. E Carlo degli Esposti, produttore di rango, fondatore di Palomar, annuncia: «Il futuro di questa narrazione, che ci ha dato tante soddisfazioni, potrebbe essere un altro: il cinema. Un anno di pausa e poi una nuova vita in sala».
E ancora premi a «Prima di noi» (Rai) di Daniele Luchetti e la napoletana Valia Santella per la categoria “Drama”; a «Il Mostro» (Netflix) di Stefano Sollima per “Crime”; «Il Falsario» (Netflix) di Stefano Lodovichi è il “Miglior Film tv” e «La Preside» (Rai) di Luca Miniero, da un’idea di Luca Zingaretti, che oltre a vincere come “Miglior Dramedy” è il titolo in assoluto più votato dai giornalisti cinematografici. La storia della preside Carfora di Caivano e dei suoi alunni ha conquistato tutti. Tanto è vero che Luisa Ranieri riceve anche il Nastro d’Argento come attrice protagonista per «l’interpretazione appassionata, il talento creativo e l’impegno civile».
E siamo ancora a Napoli con quella che è stata definita e premiata come Serie dell’anno, un riconoscimento che si aggiunge a quelli votati dalla stampa specializzata e assegnato dal direttivo nazionale dei giornalisti cinematografici. Vince Portobello di Marco Bellocchio con Fabrizio Gifuni nel ruolo di Enzo Tortora. «Una serie che ripercorre una delle pagine più dolorose della storia italiana recente, raccontando il clamoroso errore giudiziario che travolse il popolare conduttore televisivo e che ancora oggi rappresenta una ferita aperta nella coscienza civile».
Sul palco del San Carlo, con Bellocchio e il protagonista Gifuni, gli sceneggiatori Stefano Bises, Giordana Mari, Peppe Fiore (che hanno scritto la serie insieme a Marco Bellocchio), i produttori Lorenzo Mieli e Mario Gianani per Our Films (Società del gruppo Mediawan), Simone Gattoni per Kavac Film, Laura Carafoli per HBO MAX, Maria Pia Ammirati per Rai Fiction. Un premio collettivo, dunque, all’intero cast artistico e tecnico – i primi a ritirarlo fra gli attori Romana Maggiora Vergano, Irene Maiorino, Lino Musella, Salvatore D’Onofrio, Gianfranco Gallo e per il montaggio Francesca Calvelli.
Fabrizio Gifuni ha raccontato che «quello di Enzo Tortora è stato il personaggio più complesso della mia vita; inoltre aver girato a Napoli in quell’aula bunker dove tutto è accaduto ha conferito al mio lavoro una profondità, una densità molto forti. Napoli è stata parte integrante della vicenda e questo è un aspetto sostanziale del nostro racconto». Con lui, Lino Musella che dopo il David di Donatello, incassa anche questo Premio per il ruolo del “malamente”.
Nastro d’Argento speciale a Maurizio de Giovanni, celebrato a vent’anni dal primo romanzo e a dieci dal debutto alla sceneggiatura per la serialità, con la prima stagione di un successo come “I Bastardi di Pizzofalcone”. È il suo terzo Nastro: «La scrittura è la base di tutto – dice – sono le storie a generare i racconti anche televisivi; è bello che i Nastri d’Argento tengano presente il ruolo fondamentale della pagina scritta». A cui danno voce e corpo gli attori; i più votati sono Carolina Crescentini protagonista per Mrs Playmen (Netflix), Luca Argentero per Avvocato Ligas (Sky) e i migliori non protagonisti: Benedetta Porcaroli per Zvanì – Il romanzo famigliare di Giovanni Pascoli (Rai) e Corrado Guzzanti per I delitti del BarLume (Sky).
E che dire di Lino Guanciale, l’amatissimo Commissario Ricciardi e prima ancora icona de L’allieva e di tante altre serie di successo? Più che meritato il premio come «protagonista dell’anno» vista anche la prova nel film diretto da Carlo Verdone Scuola di seduzione in cui è un avvocato di successo alle prese con delusioni sentimentali.
E poi ci sono due compleanni da festeggiare. Il primo sono i trenta anni di Un posto al sole (Rai) «che ha segnato la nascita di un grande successo popolare e insieme l’avvio di una fortunata sperimentazione che ha consolidato proprio a Napoli anche un modello produttivo all’epoca rivoluzionario». Ritirano il premio dedicato all’intero cast anche tecnico della soap Antonio Parlati, direttore del Centro di Produzione Tv Rai di Napoli e i due protagonisti Miriam Candurro e Patrizio Rispo, presente Fabio Sabbioni produttore creativo Freemantle.
Il secondo compleanno è il decimo de Il Paradiso delle Signore (Rai) con premi alla Contessa di Sant’Erasmo, Vanessa Gravina, e al produttore Giannandrea Pecorelli di Aurora Tv.
I Nastri Grandi Serie “avvolgono” altri talenti: Ilaria Macchia riceve quello Siae, main partner 2026, consegnato dal presidente Salvatore Nastasi: è un riconoscimento per La Storia di Francesca Archibugi. Poi premio a Petra di Maria Sole Tognazzi, che «si è distinta per la qualità del suo lavoro tra cinema e serialità, confermando una sensibilità autoriale capace di raccontare il presente con originalità e profondità».
Il valore della scrittura si esprime plasticamente affiancando ai premi firmati dal maestro orafo Michele Affidato le Penne d’Argento create da Campo Marzio per tutti gli sceneggiatori.
Con Nuovo Imaie premiati due giovani amatissimi dai coetanei: Lea Gavino (al San Carlo protagonista di una performance musicale) per Guerrieri – La regola dell’equilibrio (Rai) e Romano Reggiani per Mare Fuori 6 (Rai) che è felice di poter continuare l’avventura partenopea: «Sarò a Napoli ancora a lungo, presto partirà il set della stagione numero 7, poi avremo anche la 8».
E Laura Delli Colli che ha condotto la conferenza stampa continua: «Anche la Fondazione Claudio Nobis, insieme ai Nastri d’Argento, premia quest’anno un attore, Carmine Recano per Noi del rione Sanità (Rai) che mette in scena la forza e il coraggio del vero Don Giuseppe, parroco capace di restituire il senso della comunità e della legalità di un quartiere difficile».
La serata napoletana è realizzata in collaborazione con la Film Commission Regione Campania e con il sostegno del Mic – Direzione Generale Cinema e audiovisivo. «L’idea nacque a Cannes sei anni fa – racconta la presidente Titta Fiore – da una conversazione proprio con Laura Delli Colli. Dopo sei anni siamo a Napoli dove sono girate molte delle serie premiate. E quelle che non hanno ancora set qui, lo faranno presto. È un invito. Tutti gli ospiti visiteranno il nuovo centro audiovisivo di Bagnoli». Gli «studios» partenopei, nuova sfida di cinema e televisione sotto il Vesuvio.
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6 giugno 2026 ( modifica il 6 giugno 2026 | 22:41)
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