Edoardo, centrocampista del Watford nell’ultima stagione, ha assistito alla rifinitura di Flavio alla vigilia della finale con Zverev: “Si è costruito il destino”

7 giugno – 09:17 – PARIGI

Edoardo è con lui. C’era fin da quando erano bambini, da quando giocavano a calcio e sognavano un futuro nella Roma. Edoardo Bove e Flavio Cobolli sono quasi fratelli. Anche se le loro strade si sono divise, tra calcio e tennis, l’amicizia non si è mai affievolita. Anzi, si è rinsaldata. Flavio è stato molto vicino a Edoardo dopo il problema al cuore che il 1° dicembre 2024 ne ha cambiato la carriera. E Bove lo segue spesso negli appuntamenti importanti sul campo da tennis. C’era lo scorso anno, con lo storico quarto di finale a Wimbledon, volato a Londra dopo che Cobbo, in un’intervista dopo aver superato il terzo turno, aveva ammesso: “Cosa mi manca qui? La mia ragazza e Bove”. E dopo aver vinto Acapulco, il romano aveva sottolineato la gioia per il ritorno al calcio dell’amico: “Ora ha meno tempo per venirmi a vedere e spero di esserci presto io, in tribuna a tifare per lui”. Edoardo è arrivato mercoledì, voleva fare una sorpresa a Flavio e ha cercato i biglietti in una posizione in cui non lo potesse vedere durante la partita. 

spettatore—  

Anche ieri era con lui all’allenamento, ha seguito l’ora e mezza di lavoro sul Suzanne Lenglen da bordo campo, ha ascoltato con attenzione quello che papà Stefano e Alessandro Giannessi gli dicevano. Questa non è la prima finale che vivono in qualche modo insieme, Edo aveva già seguito le sue finali nei tornei giovanili così come Flavio sulla sponda calcistica aveva seguito dal vivo le finali di Tirana e Budapest. Ma se Cobolli appena può racconta dell’amicizia con Bove, ammettendo che aver rischiato di perderlo gli aveva cambiato la vita, il calciatore preferisce dire il minimo indispensabile. Il pudore chi teme di rubare la scena nel giorno più importante dell’amico: “Mi sento perfino a disagio a parlare – ha detto -, vorrei mantenere intime le mie sensazioni e quello che ci siamo detti”. 

il piano—  

Poi, racconta dell’Operazione Roland Garros: “Mercoledì avevamo organizzato il viaggio in gran segreto con Gully e Mati (fratello e fidanzata di Cobolli, ndr), eravamo pronti ad assistere alla semifinale e ad abbracciarlo a fine match”. La partita poi non si è giocata per il forfeit di Matteo Arnaldi, ma Edoardo è rimasto, perché c’è un appuntamento ancora più grande da vivere. Bove racconta con orgoglio dei traguardi tagliati da Flavio e della gioia di poterlo accompagnare in una tappa decisiva della carriera: “Flavio si è costruito il suo destino – ha detto dopo aver assistito all’allenamento -, domani avrà un Paese che soffierà alle sue spalle, io sono semplicemente un amico. Esser qui a Parigi era naturale, dopotutto abbiamo condiviso tanto in questi anni e sono felice di poter far parte della sua famiglia”. Una grande famiglia di sport.