Bologna, 6 giugno 2026 – Un appartamento di 70 metri quadri, nella città felsinea, costa in media 1.250 euro. Una cifra da capogiro che posiziona Bologna al quarto posto in Italia per costo degli affitti, preceduta in classifica soltanto da Milano (1.820 euro al mese) Firenze e Roma (1340 euro).
Risultati che riaccendono così i riflettori su un tema di grande attualità e che mostra una graduatoria ancora più preoccupante se si osserva l’incidenza dell’affitto sugli stipendi medi. In questo caso, la Dotta sale persino al terzo posto: per pagare l’affitto sotto le Due Torri, infatti, se ne va in media il 58% dello stipendio, contro il 73% di Milano e il 62% di Firenze.
L’indagine: in sei anni si registra un incremento del 45%
Sono questi i risultati che emergono da un’elaborazione di Cna nazionale sui dati dell’Osservatorio del Mercato Immobiliare dell’Agenzia delle Entrate e sull’andamento delle retribuzioni nette nello stesso periodo.
Nel dettaglio, l’analisi segnala inoltre come la situazione negli ultimi anni si sia “particolarmente aggravata”, poiché nel 2019 sotto le Due Torri lo stesso appartamento di 70 metri quadri costava 860 euro al mese: un calcolo che mostra come nel giro di sei anni il costo dell’affitto a Bologna sia cresciuto del 45%. Anche in questa classifica la città felsinea risulta al terzo posto, preceduta sempre dalle solite Milano e Firenze entrambe con una crescita del 49%.

Bologna “vince” nella graduatoria dell’aumento degli stipendi tra il 2019 e il 2025
Bologna vince nella graduatoria dell’aumento degli stipendi. “Ma non basta”
Ma non è finita qui. Bologna “vince” nella graduatoria dell’aumento degli stipendi tra il 2019 e il 2025: in sei anni la crescita risulta infatti essere del 12%, la più alta d’Italia insieme a Torino. “Ma se si confronta l’aumento dello stipendio (+12%) con quello dell’affitto (+45%) – sottolineano da Cna – è facilmente intuibile come per chi deve pagarsi l’affitto a Bologna il compito sia diventato sempre più complicato”.
Il direttore Claudio Pazzaglia: “È una questione sociale e un’emergenza economica”
“Ormai il problema dell’affitto e dell’abitare in generale non solo è una questione sociale – spiega Claudio Pazzaglia, Direttore Generale Cna Bologna – ma è anche una emergenza economica che finisce per frenare la crescita, gli investimenti e lo sviluppo locale. Cna e le sue imprese si lamentano per la carenza di manodopera, ma spesso questa difficoltà è legata al problema di trovare lavoratori disponibili a trasferirsi in una città dai costi per l’affitto così elevati. Insomma il costo della casa è un vero ostacolo alla mobilità professionale, all’occupazione e alla capacità di attrazione dei territori più dinamici come quello di Bologna”.