di
Federico Berni

Fisicaro, tra i legali della coppia: resta la linea del silenzio a tutela del bambino. Prima della causa civile tentativo di mediazione. Sulle cause penali fascicolo in via di studio

Al lavoro su richieste risarcitorie ed eventuali querele: «Abbiano pieno mandato dai nostri assistiti ad agire per fare valere i loro diritti nelle sedi opportune, posto che il loro interesse primario, come già ribadito, è comunque la salute del loro bambino, e non certo le questioni tecnico giuridiche, di competenza di noi avvocati». Giornate di lavoro pieno per l’avvocato Emanuele Fisicaro, che con i colleghi Antonella Calcaterra e Paolo Siniscalchi cura gli interessi di Nicole Minetti, del compagno di lei Giuseppe Cipriani, e del figlio adottivo della coppia, finito al centro di un caso mediatico da prima pagina, sulla concessione della grazia da parte del Quirinale a Minetti e sulla quale ora è stato stabilito che non c’era nulla di irregolare. Dai diretti interessati l’atteggiamento non sarebbe improntato «all’astio e alla rabbia». La linea scelta dalla coppia è quella del «silenzio», nell’interesse «del minore», la prima vittima, secondo l’avvocato Fisicaro, di una «gogna mediatica».

Caso chiuso per il Quirinale, dunque, ma non per il team di legali, all’opera nella stesura degli atti contro quella che viene definita «una campagna diffamatoria e denigratoria». L’azione sul piano civile, secondo quanto riferito, riguarda per ora il Fatto Quotidiano (al quale il gruppo Cipriani Usa chiede 250 milioni di euro, ndr), oltre a Rai ed Rti per le trasmissioni Report e Cartabianca». La procedura civile prevede il tentativo di mediazione obbligatorio, che è condizione di procedibilità per la citazione in giudizio, nella quale eventualmente verrà quantificata l’entità del danno secondo le valutazioni dei legali della coppia Minetti-Cipriani. «È presto per parlare di cifre, ma certo saranno consistenti, da valutare su vari fattori, penso al clamore mediatico della vicenda, e soprattutto al fatto che c’è di mezzo un minore, il suo status, le sue condizioni di salute. L’atto all’organismo per la mediazione di Roma è già depositato e se ne riparlerà a fine mese». Sul fronte della giustizia penale, la stesura delle querele è ancora in fase «di studio». 



















































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E intanto anche il ministro Carlo Nordio è intervenuto ieri da Venezia sul caso: «L’attacco non era contro di me, ma contro il capo dello Stato. Mi ha stupito che l’opposizione sia caduta in questa trappola; è stupefacente come un partito serio come il Pd sia caduto nel tranello di queste sconsiderate accuse del tutto infondate e che li stanno coprendo di ridicolo».


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7 giugno 2026 ( modifica il 7 giugno 2026 | 10:10)