Il luminare è scelto da molti vip ed è spesso presente in televisione e sui social. Si dichiara sereno: «L’inchiesta vada avanti, sottolineo solo che il contratto di primario si basa sugli obiettivi e non sugli orari»
Finora si è alla fase degli accertamenti, che coinvolgono, insieme a molti reparti dell’ospedale, anche un luminare della chirurgia plastica oncologica come Roy De Vita: lo specialista è ora sottoposto a indagini da parte della Guardia di Finanza, su richiesta del pm Fabrizio Tucci e dell’aggiunto Giuseppe De Falco, per capire se si sia reso colpevole di falso e truffa ai danni dello Stato. Il motivo: le assenze prolungate dall’Ifo Regina Elena di Roma, di cui è primario, centro d’eccellenza in Italia per la cura dei tumori.
Inchiesta su tutti i dipendenti
Roy De Vita è molto presente in tv e sui social, ma ciò che gli si addebita è lo svolgimento di attività privata presso cliniche, quando avrebbe dovuto essere al suo posto all’Ifo, Istituti fisioterapici ospedalieri. Con chi gli chiede un parere il chirurgo si mostra tranquillo: «Non ho timori, l’inchiesta vada pure avanti. Preciso solo che il contratto nazionale dei primari prevede solamente il raggiungimento degli obiettivi che si concordano con la direzione dell’ospedale». Le indagini coprono un fronte molto più ampio: la Corte dei Conti del Lazio ha contestato ai dipendenti un danno erariale per oltre mezzo milione di euro a 89 dipendenti. Insomma, il fronte è molto più ampio, e coinvolge medici, infermieri e vertici dell’ospedale dopo che più d’uno, coperto dall’anonimato, ha puntato il dito contro turni rimasti scoperti a svantaggio dei presenti costretti a un lavoro spesso massacrante.
7 giugno 2026
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