Il bianco della struttura e delle pareti, le vetrate che fanno filtrare la luce e creano una suggestiva cartolina dopo il tramonto. Poi, una volta varcato l’ingresso, il mondo di Igor Mitoraj accoglie i visitatori e li proietta nella sua intera produzione con sculture in marmo, bronzo, ghisa, mosaico e terracotta, quadri, disegni e gioielli realizzati tra gli anni ’70 e i primi anni 2000. Il dialogo tra il compianto artista franco-polacco e la Piccola Atene sarà svelato al pubblico all’inaugurazione di scena oggi dalle 17 alle 23. Ieri il direttore del museo Frank Boehm, architetto e curatore tedesco in Italia dal 2000, ha illustrato in anteprima le caratteristiche del museo di via Oberdan e della mostra inaugurale “Mitoraj. Present“. In questa prima tappa, fino al 10 gennaio 2027, si potranno ammirare le 69 opere che Jean-Paul Sabatié, erede dell’artista e presidente della Fondazione Mitoraj, ha donato allo Stato. “Abbiamo scelto un calendario lungo – spiega Boehm – per dare a tutti la possibilità di vederla. La seconda mostra partirà invece nel 2027 con le opere di artisti internazionali ispirate al tema della scultura. Sarà tutto in linea con lo spirito di questo museo: un dialogo tra artisti contemporanei e tra le diverse tecniche e i diversi materiali utilizzati. Oltre naturalmente alla produzione di Mitoraj, esposta in modo permanente e su cui saranno fatte varie mostre lavorando anche con prestiti e altre donazioni”.

Al momento il pubblico potrà visitare solo il ’piano città’, in quanto la parte inferiore e il giardino lato mare, ulteriore spazio espositivo, saranno fatti una volta assegnati i restanti 5 milioni dal ministero, su un totale di 17 milioni. “Se quella somma arriverà nel 2026 – prosegue – contiamo di finire tutto entro il 2030. Metà museo ancora non esiste: all’ultima assemblea ho ricordato agli enti fondatori (Ministero, Regione e Comune, Ndr) che c’è tanto da fare a livello di finanziamenti. Il biglietto d’ingresso (8 euro, ridotto 4 euro, Ndr) non basterà a coprire le spese, senza contare che la gestione di questa struttura, se vogliamo fare eventi legati al contesto di Pietrasanta e portare avanti una discussione sull’arte, sarà impegnativa e richiederà almeno 1 milione l’anno”.

Insomma, dopo otto anni di lavoro il museo stasera aprirà ufficialmente le sue porte. “Per la mia esperienza in campo artistico e architettonico – conclude Boehm, che ringrazia l’associazione ’Amici del museo’, presieduta da Rosaria Sommariva, per il supporto – dico che otto anni non sono poi così tanti. È un edificio splendido in cui si sente ancora il passato dell’ex mercato coperto, e che riparte ora con nuove sfide. Per la prima mostra è stato creato un allestimento concentrato per lasciare liberi gli altri spazi e consentire al pubblico di camminarci intorno, dando quel senso di movimento che ispirava Mitoraj”.